Gli scali regionali vanno sostenuti a lungo termine

cp, ats

30.9.2021 - 19:54

Lo scalo di Lugano in un'immagine d'archivio
Lo scalo di Lugano in un'immagine d'archivio
Ti-Press

Il sostegno finanziario agli aerodromi regionali come quello di Lugano/Agno, oggi di competenza della Confederazione, va assicurato a lungo termine.

cp, ats

30.9.2021 - 19:54

Lo prevede una mozione adottata oggi, giovedì, anche dal Consiglio nazionale per 101 voti a 67, dopo gli Stati nel marzo scorso, volta a modificare le leggi in materia.

I Verdi, col sostegno del PS, si sono opposti invano, adducendo motivi ambientali: da questi scali partono soprattutto jet privati e voli d'affari, molto inquinanti. Oltre a ciò un sostegno finanziario non si impone, visto che i clienti di questi servizi dispongono di mezzi finanziari importanti.

«Competenza della Confederazione»

Stando all'autore della mozione, il «senatore» Benedikt Würth (Centro/SG), l'aviazione è di competenza della Confederazione. Da anni si discute su quali basi legali debba poggiare il sostegno finanziario agli aerodromi regionali. Oltre agli aeroporti nazionali, anche gli aerodromi regionali svolgono importanti funzioni per il settore aeronautico, l'economia e la sicurezza del Paese.

Negli scorsi anni, la Confederazione ha versato sussidi per la sicurezza di avvicinamento e di decollo per circa 30 milioni di franchi all'anno. Stando all'attuale programma pluriennale, il finanziamento è garantito per gli anni 2020-2023.

Tuttavia, nel rapporto sul consuntivo 2019 l'esecutivo sottolinea che tali basi saranno riviste e che i finanziamenti saranno ridotti. Dal 2017, inoltre, i contributi federali sono erogati direttamente agli aerodromi regionali anziché per il tramite di Skyguide.

Dal 2016 è vietato il sovvenzionamento incrociato degli aeroporti regionali attraverso le risorse finanziarie provenienti dalla riscossione delle tasse di sicurezza aerea negli aeroporti nazionali. Ciò ha significato per gli scali regionali maggiori costi per circa 7 milioni all'anno.

A titolo di sgravio, i contributi federali sono stati aumentati a 30 milioni. Ciò è anche giustificato dal fatto che gli aerodromi regionali non hanno le stesse possibilità degli aeroporti nazionali di trasferire i costi generati dalla sicurezza sui passeggeri o sulle compagnie aeree.

Tuttavia, lamenta Würth, la Confederazione vorrebbe attribuire a queste misure di sgravio soltanto carattere temporaneo. In considerazione delle grandi problematiche che gli aeroporti regionali devono affrontare anche in relazione alla pandemia, ridurre il sostegno finanziario agli aerodromi regionali non sarebbe sostenibile sotto il profilo economico.

cp, ats