ONU

Svizzera fiduciosa per l'elezione al Consiglio di Sicurezza

sp, ats

4.6.2022 - 09:47

L'ambasciatrice Pascale Baeriswyl
Keystone

La Svizzera è fiduciosa riguardo all'elezione di giovedì prossimo al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. «In linea di principio, ci aspettiamo un buon risultato», ha affermato l'ambasciatrice elvetica alle Nazioni Unite Pascale Baeriswyl in un'intervista.

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4.6.2022 - 09:47

Le reazioni sono molto incoraggianti. «La reputazione della Svizzera all'ONU è buona, è considerata credibile», ha dichiarato Baeriswyl ai giornali del gruppo CH-Media.

In molti si aspettano «che portiamo anche al Consiglio di Sicurezza la nostra tradizione di ricerca di compromessi e soluzioni costruttive, di costruttori di ponti».

La neutralità elvetica viene interpretata in modi diversi

La neutralità elvetica è molto apprezzata all'ONU, ma ognuno la interpreta in modo diverso, ha spiegato l'ambasciatrice.

Ad esempio, «pochi sanno che per oltre 20 anni la Svizzera ha generalmente rispettato le sanzioni dell'UE in caso di violazione del diritto internazionale».

«Dobbiamo quindi spiegare ancora meglio cosa è esattamente la neutralità - il diritto della neutralità e la politica di neutralità -. La candidatura ci offre un'ulteriore opportunità per farlo», ha proseguito.

Altri stati neutrali sono già stati membri del Consiglio di sicurezza, come l'Irlanda dall'inizio del 2021. «Stiamo osservando molto da vicino il mandato irlandese in preparazione della nostra auspicata adesione e scambiamo regolarmente opinioni con i rappresentanti irlandesi, anche per quanto riguarda la neutralità».

Una lunga strada

Pascale Baeriswyl ha detto di non essere nervosa all'approssimarsi dell'elezione, ma è concentrata. Il Consiglio federale aveva presentato la candidatura nel 2011 e «ora è come raggiungere un rifugio di montagna alla fine di una marcia lunga, bella ma anche faticosa».

L'ambasciatrice ha dichiarato di avere grande rispetto per il compito che comporta il fatto di sedere al famoso tavolo a ferro di cavallo del Consiglio di Sicurezza a New York. «Ma questo non concerne me o il mio stato emotivo. È la Svizzera che siede a quel tavolo, non io. Ho l'onore di rappresentarla», ha concluso.

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