COVID-19: per gli esperti si rischia il collasso degli ospedali

ATS

23.10.2020 - 15:30

Martin Ackermann, presidente della Task Force Covid-19 del Consiglio federale, è preoccupato per la tenuta degli ospedali.
Source: KEYSTONE/ANTHONY ANEX

Il virus si sta espandendo in maniera esponenziale e il contact tracing è giunto al limite: per questo è importante che la popolazione cooperi, seguendo le regole d'igiene, riducendo i contatti non essenziali e portando la mascherina.

Lo hanno dichiarato oggi gli esperti della Confederazione nell'illustrare la situazione attuale, secondo cui non c'è più tempo da perdere. Contatti interpersonali nel tempo libero e sul luogo di lavoro andrebbero limitati.

In particolare, hanno sostenuto che, fra due-tre settimane, se le misure adottate finora non dovessero produrre gli effetti sperati, vi è il rischio concreto che non vi siano più letti a disposizione per le cure intense.

Il numero di ricoveri sta crescendo e sempre più persone infettate dal coronavirus appartengono alle categorie a rischio.

Stefan Kuster: «La situazione è acuta»

La situazione è acuta, secondo Stefan Kuster dell'Ufficio federale della sanità pubblica: l'aumento di persone infette è esponenziale e superiore ai Paesi vicini. Kuster ha citato la Francia, la Spagna, l'Austria e l'Italia. Tutti i cantoni sono toccati dal fenomeno, chi più chi meno.

Ciò che preoccupa, in particolare, è l'aumento dell'età delle persone infettatesi e dei ricoveri di soggetti con patologie pregresse. Ciò si rispecchia anche sul raddoppio del numero di decessi.

Per questo, secondo Kuster, è il momento che la popolazione faccia la sua parte, seguendo le regole d'igiene e limitando al massimo i contatti.

Tracciamento: chiesto l'aiuto della popolazione

Un consiglio condiviso dal presidente dell'organizzazione mantello dei medici cantonali, Rudolf Hauri, secondo cui anche il contact tracing, di cui sono responsabili i Cantoni, ha ormai raggiunto il massimo delle proprie capacità.

I soggetti positivi al test dovrebbero informare le persone con cui hanno avuto contatti, affinché quest'ultime possano almeno isolarsi e non mettere in pericolo gli altri.

A suo avviso, è giunto il momento di limitare ulteriormente i contatti, agendo a livello di manifestazioni, tempo libero e sport. Hauri ha giudicato importante anche ripensare l'organizzazione degli ospedali e l'introduzione di test sierologici per rilevare gli antigeni della SARS-CoV-2.

Si deve evitare il collasso degli ospedali

Assai preoccupato si è detto anche Martin Ackermann della task force Covid del Consiglio federale, alla luce del raddoppio dei ricoveri in ospedale ogni settimana. Avanti di questo passo, tra due-tre settimane vi è il rischio che si esauriscano le capacità a livello di letti liberi nelle cure intense dei nosocomi.

Insomma, per evitare un simile scenario è importante agire subito per ridurre il numero di nuove infezioni. A detta di Ackermann, vanno ridotti i contatti interpersonali, partendo dalle manifestazioni e dai luoghi di lavoro. Per Ackermann, le attuali misure per arginare la diffusione del virus non bastano.

Preoccupazione per le capacità negli ospedali è stata espressa dal divisionario Andreas Stettbacher, medico in capo dell'Esercito svizzero e incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato. Il numero di letti nelle cure intense sta diminuendo di giorno in giorno.

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