Covid: laboratori medici al limite, danno la priorità ai test più urgenti

beko, ats

6.1.2022 - 18:15

I laboratori medici svizzeri sono al limite della capacità di test PCR per il Covid a causa della richiesta dovuta dell'attuale ondata della variante Omicron del SARS-CoV-2 e quindi iniziano a stabilire delle priorità.

Con la decisione recente di prendere a carico i costi e con il periodo natalizio le domande di test realizzati hanno raggiunto nuovi record.
Con la decisione recente di prendere a carico i costi e con il periodo natalizio le domande di test realizzati hanno raggiunto nuovi record.
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6.1.2022 - 18:15

Secondo l'associazione di categoria FAMH occorre quindi dare la priorità alle persone che più ne hanno bisogno, come proposto in dicembre dalle autorità federali.

Per colpa della variante altamente contagiosa Omicron, la situazione epidemiologica in Svizzera è di nuovo cambiata drasticamente. Il tasso di test RT-PCR positivi dal 15 al 25 di dicembre è salito a oltre il 44% in alcuni cantoni.

Il numero di test richiesti ed eseguiti è più alto che mai, con un picco di 77'000 test al giorno nel dicembre 2021, a fronte di un massimo di 56'000 durante le ondate precedenti, precisa una nota odierna dell'Associazione svizzera dei capi di laboratori d'analisi mediche FAMH (Foederatio Analyticorum Medicinalium Helveticorum).

Priorità a chi ha un bisogno medico

Con tassi di positività così alti, i test di gruppo ripetitivi nelle strutture sanitarie, negli istituti di formazione e nelle aziende non consentono più un uso efficiente delle capacità diagnostiche attuali. Questo approccio non è quasi più gestibile.

Ora, i laboratori medici hanno l'obbligo di applicare le regole di priorità della Confederazione per garantire risorse diagnostiche per le persone con un bisogno medico comprovato, aggiunge.

Come si procede?

Per una «priorità razionale» dello screening, l'associazione si basa sulle raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Prima si deve individuare le persone sintomatiche, quelle in contatto con casi confermati, i focolai e avere una diagnosi di conferma.

E solo dopo procedere al depistaggio ripetuto nelle strutture sanitarie per le persone asintomatiche, seguito dagli istituti di formazione e dalle aziende. L'ultima delle priorità sono i test preventivi individuali e i test per i certificati e i viaggi.

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