Svizzera Iniziate in Parlamento le discussioni per la riforma del Secondo pilastro

fc, ats

29.11.2022 - 16:30

La sala del Consiglio nazionale
La sala del Consiglio nazionale
Keystone

Il Consiglio degli Stati ha iniziato oggi, martedì, a esaminare il corposo dossier della riforma del Secondo pilastro. Tra le decisioni già prese figura la riduzione del tasso di conversione dal 6,8% al 6,0% e l'abbassamento della soglia d'entrata nel sistema.

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29.11.2022 - 16:30

La riduzione dell'aliquota di conversione, elemento centrale della riforma, è stata approvata da entrambe i rami del Parlamento senza grosse obiezioni. Per scongiurare una eccessiva diminuzione delle rendite – l'abbassamento dell'aliquota comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 12% – il progetto prevede alcune misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento.

Tra queste figura l'abbassamento della soglia d'entrata nel sistema, che passerà a 17'208 franchi (dagli attuali 21'510 franchi). In tal modo sarebbero assicurati in una cassa pensione 140'000 lavoratori supplementari con salari modesti, principalmente donne. Il Nazionale vorrebbe diminuire tale soglia in modo più marcato (a 12'548 franchi) e assicurare così 320'000 lavoratori a basso reddito.

Altra novità: la deduzione di coordinamento, ovvero della parte inferiore del salario che non è assicurata, sarà ridotta. Attualmente è fissata a 25'095 franchi (7/8 della rendita massima AVS, ndr.); Consiglio federale e nazionale propongono di dimezzarla.

Previsto un aumento dei prelievi salariali

Gli Stati oggi hanno invece deciso (34 voti a 10) che questa corrisponderà al 15% della parte di salario compresa tra 0 e 85'320 franchi (in tutte le varianti la parte di salario che supera quest'ultima soglia non è assicurabile).

Questa misura e la precedente comporteranno un aumento dei prelievi salariali, dal momento che i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio. Il capitale LPP risparmiato sarà però più corposo, consentendo così di compensare il previsto calo del tasso di conversione.

Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età. Contrariamente alla Camera del popolo, gli Stati non hanno invece voluto modificare l'età a partire della quale si inizia a versare gli accrediti vecchiaia. Il Nazionale vorrebbe portarla da 25 a 20 anni.

Le discussioni, interrotte alle 13.00, riprenderanno un altro giorno, quando saranno discusse le compensazioni per la generazione transitoria.

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