Un altro «sì» ai nuovi caccia per un massimo di 6 miliardi di franchi

ATS

2.9.2019 - 19:36

Josef Dittli (PLR/UR), presidente della Commissione della politica di sicurezza degli Stati
Source: KEYSTONE/PETER KLAUNZER

Dopo il «sì» della Commissione delle finanze, anche la Commissione della politica di sicurezza degli Stati (CPS-S) si è detta d'accordo col decreto governativo volto a consentire l'acquisto di nuovi caccia da combattimento per un massimo di 6 miliardi di franchi.

Per la commissione, però, anche le varie regioni linguistiche del Paese dovranno approfittare di questa operazione.

Gli obblighi per le imprese estere

Diversamente dal decreto di pianificazione elaborato dal Consiglio federale, le imprese estere che ricevono commesse nel quadro dell'acquisto dovranno però compensare il 100% – e non solo il 60% – del valore contrattuale mediante l'assegnazione di mandati in Svizzera (affari offset), di cui il 20% con affari offset diretti e il 40% con affari offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza.

A ciò si aggiunge un altro 40% di compensazione indiretta in tutta una serie di settori (11 in totale, n.d.r) che vanno dall'industria delle macchine, a quella ottica e orologiera, per passare dalla chimica.

Dibattuto l'aspetto degli affari di compensazione

L'aspetto degli affari di compensazione, ha affermato ai media il presidente della commissione Josef Dittli (PLR/UR), è stato parecchio dibattuto. In commissione l'ha infine spuntata la versione del 100%, ossia è stata confermata la prassi decennale in vigore. Le proposte di percentuali inferiori sono state tutte respinte.

Per Dittli è importante che il mondo economico sostenga l'acquisto dei nuovi caccia, un'operazione inderogabile per garantire la difesa nazionale. A fare pressione per una compensazione integrale sono stati anche i Cantoni, romandi in particolare, a caccia di commesse per le loro imprese.

A proposito di regioni, ha aggiunto Dittli, il decreto dovrà specificare che tutte le regioni del Paese dovranno poter beneficiare, nella misura del possibile, degli affari di compensazione: 65% per la Svizzera tedesca, 30% per quella francese, 5% per la Svizzera italiana.

Cosa succede in caso di referendum

A parte questa aggiunta, la commissione ha accolto gli aspetti essenziali del decreto, ossia la somma di 6 miliardi al massimo per l'acquisto dei caccia, e il fatto di aver separato dal progetto il sistema di difesa terra-aria.

In caso di referendum, il popolo non deciderà sul tipo di velivolo, bensì solo sul principio di acquisto. Il governo si pronuncerà sul tipo di aviogetto dopo un'eventuale consultazione che potrebbe tenersi nell'autunno 2020.

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