Sorveglianza aerea

Nuovi droni nei cieli svizzeri da metà 2022

cp, ats

21.3.2022 - 13:50

Il drone ADS 15 con le insegne svizzere.
Keystone

Alla metà di quest'anno inizieranno i primi voli nei cieli elvetici dei droni di fabbricazione israeliana ADS 15 (Hermes 900 HFE), apparecchi da ricognizione senza persone né armi a bordo e comandati a distanza.

cp, ats

21.3.2022 - 13:50

Lo scrive oggi il Dipartimento federale della difesa specificando che il primo nucleo di piloti ha concluso con successo la formazione svoltasi nel paese mediorientale.

I dodici piloti delle forze aeree (Comando droni 84) e del settore specialistico Prova in volo di armasuisse (Ufficio federale dell’armamento) hanno completato con successo la formazione di base dal novembre 2021 all'inizio del marzo di quest'anno, precisa il comunicato. La formazione comprendeva blocchi di teoria, addestramento al simulatore e formazione pratica al volo in Israele con un drone destinato alla Svizzera, nella parte meridionale del paese.

Questi professionisti costituiscono il nucleo per la prossima formazione di tutti i piloti ADS15 in Svizzera. L'acquisto – 250 milioni decisi nel 2015 – comprende sei droni, incluse le componenti al suolo, il simulatore e la logistica. Lungo nove metri, questi apparecchi hanno un'apertura alare di 17 metri ed entrano in funzione con tre anni di ritardo rispetto al previsto.

Come nel caso del suo predecessore ADS 95 (Ranger), gli utenti sono servizi civili e militari come gli stati maggiori di condotta cantonali, gli organi di polizia e di salvataggio o il corpo delle guardie di confine.

La pianificazione attuale prevede l'inizio delle operazioni di volo in Svizzera a partire dalla metà del 2022. I piloti recentemente formati in Israele si addestreranno ancora e rinfrescheranno le loro competenze nelle procedure standard e di emergenza poco prima dell'inizio dei voli.

Il sistema ADS 15

L'ADS 15 è un sistema di ricognizione senza pilota né armi basato su droni, destinato a sostituire il sistema di ricognitori telecomandati 95 utilizzato nell'esercito fino alla fine del 2019, che corrispondeva allo stato della tecnologia degli anni ’80. La durata di utilizzo prevista dell'ADS 15 è di 20 anni.

Il drone serve per la ricognizione della situazione e del bersaglio, ma può essere equipaggiato con altri sensori se necessario, ad esempio come i radar ad apertura sintetica per la mappatura per ottenere l'immagine della situazione al suolo o per la ricognizione elettronica. Questo sistema può essere utilizzato sia di giorno che di notte.

Con l'ADS 15 è possibile fornire i seguenti servizi: sorveglianza di aree estese; ricerca, ricognizione e completamento di obiettivi;contributi al quadro situazionale come pure alla protezione di infrastrutture critiche e delle proprie forze.

Durante la difesa da un attacco militare, l'ADS 15 contribuisce alla condotta e al controllo delle azioni al suolo, soprattutto per l'appoggio di fuoco. Oltre ai ricognitori telecomandati, oggi sono adatti alla ricognizione aerea solo gli elicotteri dotati di sensori a infrarossi. Tuttavia, rispetto ai droni, non sono competitivi a livello economico (costi per ora di attività, durata di permanenza sulla zona d'impiego).

I problemi iniziali

La consegna dei droni all'esercito svizzero avviene con un ritardo di tre anni rispetto al previsto. Stando a una nota diramata da Armasuisse nel maggio 2021 – in seguito allo schianto di Hermes-900 HFE destinato alla Confederazione a causa di un problema tecnico ora risolto – i ritardi sono da imputare ai lavori di certificazione con l'Autorità di omologazione dell'aviazione civile israeliana e ai ritardi nello sviluppo del sistema radar per Sense-and-Avoid (SAA).

Inoltre, la pandemia di Covid19 ha avuto un impatto sull'industria, limitando fortemente la collaborazione con il fornitore a causa delle restrizioni di viaggio e dei requisiti di quarantena.

Parlamento preoccupato

Nel gennaio scorso, la Commissione di gestione del Consiglio degli Stati si era detta preoccupata dalla situazione, in particolare a causa dello sviluppo del nuovo sistema radar SAA e la sua applicazione pianificata, unica a livello internazionale, nello spazio aereo civile che, secondo i parlamentari comporta «un rischio considerevole».

La Commissione sottolineava nel suo rapporto che lo sviluppo del radar è lungi dall'essere completato. «Se l'ADS-15 con sistema SAA dovesse essere omologato con restrizioni (anche durante il giorno e senza blocco dello spazio aereo), il valore aggiunto dei nuovi droni si ridurrebbe notevolmente», affermava il documento. Per questo motivo, la commissione ha stabilito di voler continuare a seguire il progetto anche nel 2022.

cp, ats