Il primo punto stampa di Ignazio Cassis dopo l'elezione a presidente della Confederazione

sam

8.12.2021

Alle 14.45, a seguito della sua elezioni alla carica di presidente della Confederazione per il 2022, Ignazio Cassis ha tenuto una conferenza stampa in diretta da Berna, durante la quale ha risposto alle domande dei giornalisti.

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8.12.2021

Il titolare del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ottenuto 156 voti su 197 schede valide. Succede a Guy Parmelin (UDC/VD).

Questo rituale, dall'esito scontato - che si ripete ogni anno il secondo mercoledì della sessione invernale delle Camere federali - dà però la temperatura del gradimento di un ministro fra i parlamentari sulla base dei voti ricevuti.

Il risultato di Cassis non è quindi particolarmente brillante se confrontato con quello ottenuto da Parmelin un anno fa quando raccolse 188 voti. Allora Cassis fu eletto vicepresidente del Consiglio federale con 162 voti.

La peggiore elezione alla presidenza fu però realizzata da Micheline Calmy-Rey nel 2011 quando ricevette soltanto 106 voti, mentre il record è detenuto da Jean-Pascal Delamuraz e Ueli Maurer, entrambi ottennero 201 voti rispettivamente nel 1988 e nel 2018.

Cassis ringrazia Parmelin

Nel suo discorso tenuto nelle quattro lingue nazionali, Cassis ha voluto dapprima ringraziare l'Assemblea federale per la fiducia dimostrata nei suoi confronti. «Si tratta di un grande onore e una grande responsabilità», ha aggiunto il futuro presidente della Confederazione. Cassis ha poi voluto esprimere un ringraziamento particolare a Guy Parmelin per l'atteggiamento mostrato durante il suo anno presidenziale caratterizzato dalla pandemia.

Il neo eletto presidente non ha nascosto che la crisi del coronavirus abbia diviso la popolazione tra malati e sani, vaccinati e non vaccinati, federalisti e centralisti. La pandemia ci ha colpiti tutti, ma non deve dividerci e non ci dividerà, ha sostenuto il Ticinese.

Cassis ha quindi dichiarato di voler dedicare il massimo impegno e tutte le forze per superare la crisi, ma anche per diffondere un po' di ottimismo tra i cittadini. «Il virus rimarrà, ma la crisi avrà una fine».

Libertà e responsabilità

Cassis ha pure ribadito l'importanza della libertà, «che è il nostro bene più prezioso». Ma la libertà va anche di pari passo con la responsabilità «nei confronti delle generazioni future e dei più deboli della nostra società», ha aggiunto il ministro degli esteri.

In un periodo di forte polarizzazione come quello che stiamo vivendo, la coesione nazionale assume ancor più importanza, secondo Cassis. «Si tratta di una sfida permanente, della nostra ragion d'essere», facendo riferimento alle lingue, culture e religioni diverse.

Il Ticinese ha poi voluto spendere alcune parole sulla pluralità elvetica: «è una ricchezza che ci ha permesso di raggiungere un certo benessere, nonché secoli di sicurezza, indipendenza e di pace». Grazie alla pluralità, la Confederazione è diventata uno dei Paesi più innovativi al mondo. «Vivere in una società pluralistica è un'"atto di volontà della Svizzera», che Cassis si augura di vivere anche durante il suo anno presidenziale.

Quinto ticinese alla presidenza

Cassis è il quinto ticinese - il primo sottocenerino - a diventare presidente della Confederazione. L'ultimo è stato Flavio Cotti, carica che l'ormai defunto ministro locarnese ricoprì per ben due volte, nel 1991 e nel 1998, l'ultima volta quando era a capo della diplomazia elvetica, esattamente come Ignazio Cassis che guida il Dipartimento federale degli affari esteri dal 2017, anno della sua elezione in Consiglio federale.

Prima di Cotti hanno assunto questa carica Nello Celio nel 1972, Enrico Celio nel 1943 e nel 1948, Giuseppe Motta nel 1915, 1920, 1927, 1932 e nel 1937. Giuseppe Lepori fu vicepresidente nel 1959 ma lasciò il governo alla fine di quell'anno per motivi di salute.

Due sono invece i consiglieri federali ticinesi che non hanno mai assunto né la carica di presidente della Confederazione né quella di vicepresidente. Si tratta di Stefano Franscini e di Giovanni Battista Pioda.

Berset vicepresidente

L'Assemblea federale ha oggi proceduto anche all'elezione di Alain Berset (PS/FR) alla vicepresidenza del Consiglio federale. Al socialista friburghese sono andati 158 voti su 204 schede valide. Anche in questo caso l'elezione non è stata brillantissima.

Sul risultato hanno sicuramente pesato i lunghi mesi di pandemia, che hanno visto il ministro della sanità costantemente sotto i riflettori. Nel 2023, Berset diventerà così per la seconda volta presidente. La prima fu nel 2018.