Il Governo propone d'estendere l'obbligo del certificato Covid

pab / ATS

30.11.2021

Il Consiglio federale si è incontrato martedì per una riunione straordinaria a causa della nuova variante Omicron del Covid. Quali misure per contrastare la pandemia sono state decise? La risposta è arrivata nella conferenza stampa da Berna con il ministro della salute Alain Berset e il presidente della Confederazione Guy Parmelin, che ha avvertito: «Non dobbiamo perdere tempo».

pab / ATS

30.11.2021

La pandemia evolve velocemente negli ultimi giorni, con la diffusione estesa della variante Delta sul territorio elvetico ma anche con la nuova variante Omicron, ancora poco conosciuta ma che desta preoccupazione tra gli esperti.

Queste inquietudini, assieme alle notizie poco rassicuranti sul fatto che Omicron ha oltre trenta mutazioni e che di conseguenza potrebbe eludere lo scudo del vaccino, ha spinto il Consiglio federale a riunirsi oggi, martedì, in seduta straordinaria per valutare eventuali provvedimenti. 

Parmelin: «Non dobbiamo perdere tempo»

Presentando le nuove misure restrittive, messe in consultazione fino a mercoledì sera, volte a limitare i contagi e i ricoveri il presidente della Confederazione, Guy Parmelin ha affermato: «A causa dell'apparizione della nuova variante Omicron del Covid-19, e dell'aumento dei casi di contagio, non possiamo più rinunciare a prendere misure a livello nazionale».

«A causa della situazione venutasi a creare con la nuova variante, sulla quale aleggia ancora molta insicurezza, abbiamo deciso di riunirci oggi e di non attendere venerdì per non perdere tempo», ha affermato Parmelin.

Insomma, «dobbiamo agire», ha aggiunto il ministro dell'economia e della formazione, che si è appellato ancora alla responsabilità di ciascuno per il rispetto della misure protettive note, come il porto della mascherina, l'igiene delle mani e il rispetto delle distanze anche se vaccinati.

Berset: «Niente panico»

«Dobbiamo prepararci – ha affermato dal canto sul il consigliere federale Alain Berset – anche se non ne sappiamo molto della nuova variante». «L'ondata della variante Delta, unita alla nuova variante Omicron, significa che bisogna essere prudenti», ha spiegato il ministro socialista friburghese. Il trend negativo va bloccato, ha spiegato, anche se non vi è motivo di farsi prendere dal panico.

L'obiettivo delle misure illustrate oggi (vedi sotto ndr.) – la cui validità è limitata al 24 gennaio – è ridurre la circolazione della variante Delta e rallentare la diffusione di quella chiamata Omicron allo scopo di passare l'inverno senza sovraccaricare le strutture ospedaliere e evitando nuove chiusure.

Della nuova variante «Sono stato informato giovedì verso le 17.00», ha spiegato Berset ricordando come l'Omicron rappresenti una mutazione importante. Attualmente si suppone che sia altamente contagiosa ed è possibile che anche le persone immuni alla Delta possano essere infettate. La combinazione tra l'attuale alta circolazione del virus e la variante Omicron potrebbe essere problematica per la Svizzera.

Le nuove infezioni e, dopo un certo intervallo, i ricoveri in ospedale e l'occupazione delle unità di terapia intensiva sono in forte aumento. Attualmente 230 pazienti sono ricoverati in cure intense a causa del Covid e il reparto è occupato per più del 75%, ha affermato il ministro della sanità.

Misure a livello nazionale indispensabili

Se l'andamento pandemico continuerà con i ritmi osservati nelle ultime settimane, non si può escludere un sovraccarico delle cure intense a livello nazionale. A ciò va aggiunto il rischio che i vaccini esistenti siano meno efficaci e che un precedente contagio da covid-19 protegga meno contro la reinfezione. Non è nemmeno chiaro quanto bene il vaccino protegga dai decorsi gravi e quanto sia pericolosa la nuova variante. Dati in materia non saranno disponibili prima di quattro/sei settimane, ha precisato Berset.

Sia Berset che Parmelin hanno ribadito che il modo migliore per uscire dalla crisi è la vaccinazione, compresa quella di richiamo. Dobbiamo ridurre il tasso di ricoveri, è imperativo, ha sottolineato il presidente della Confederazione.

La vaccinazione rimane un gesto volontario, ha affermato Berset. Ma le persone non vaccinate devono aspettarsi di essere contagiate dalla comparsa di varianti sempre più aggressive, ha continuato. Durante la seduta il Consiglio federale non ha invece discusso di una eventuale introduzione della vaccinazione obbligatoria, ha precisato Parmelin rispondendo a una domanda di un giornalista.

Parmelin ha poi ammesso che i provvedimenti che andranno in consultazione fino a domani avranno conseguenze sulla psiche dei cittadini e sull'economia. «È uno choc per tutti, siamo stanchi», ha spiegato il consigliere federale vodese, ma ormai non c'è più alcuna opzione all'adozione di provvedimenti a livello nazionale.

Nel frattempo il Consiglio federale ha già reagito, adottando misure per combattere la diffusione della nuova variante in Svizzera. Sono ad esempio state introdotte restrizioni per i voli in arrivo dal Sudafrica. Inoltre, chi entra nella Confederazione da Paesi in cui è apparsa la nuova variante del virus deve presentare un tampone negativo e sottoporsi a quarantena per dieci giorni. Ciò vale anche per chi è in possesso di un certificato sanitario.

Eccezioni per gli sportivi d'élite?

Interrogato sulle quarantene imposte agli sportivi d'élite, in particolare sulla tenuta delle imminenti gare di sci di St. Moritz, Michael Gerber, capo della Divisione diritto dell'Ufficio federale della sanità pubblica, ha detto che le ordinanze non prevedono eccezioni per gli sportivi professionisti. I cantoni possono tuttavia prevedere delle regole specifiche, ha precisato ricordando che ciò è già stato fatto in passato.

«Siamo consapevoli che queste quarantene possono creare problemi, tanto più che sono state introdotte in modo molto rapido», ha aggiunto Alain Berset. Le questioni in sospeso saranno discusse in modo più approfondito venerdì, ha precisato.

I provvedimenti messi in consultazione

Le principali misure che il Consiglio federale propone di introdurre alla luce dell'aumento dei casi di coronavirus e dell'arrivo della nuova variante Omicron, definita «preoccupante» dall'OMS sono le seguenti: estensione dell'obbligo del certificato covid a tutte le manifestazioni al chiuso, introduzione del pass covid per le riunioni private con più di 10 persone e riduzione della validità dei test.

Le misure presentate oggi sono inviate in consultazione fino a domani sera. Una decisione formale circa la loro introduzione è attesa per la prossima seduta del Consiglio federale, in agenda venerdì.

Mascherina per tutti?

Tra le misure che potrebbero entrare rapidamente in vigore figura l'estensione dell'obbligo di indossare la mascherina. Questa dovrà essere portata negli spazi interni delle strutture pubblicamente accessibili, incluse le manifestazioni al chiuso, in cui vige l'obbligo del certificato covid.

Dove non è possibile mettere una mascherina protettiva sono previsti provvedimenti alternativi. Nei ristoranti si potrà consumare solo restando seduti. Nel caso in cui non si possa indossare la mascherina, per esempio durante attività culturali e sportive, vanno registrati i dati di contatto.

L'obbligo del certificato esteso?

L'obbligo di presentare il certificato sarà esteso a tutte le manifestazioni pubblicamente accessibili che si svolgono al coperto, così come a tutte le attività sportive e culturali amatoriali che si tengono al chiuso. L'eccezione per i gruppi fino a 30 persone viene così soppressa. Vengono invece eliminate, considerato che tutti coloro che volevano farsi vaccinare hanno potuto farlo, tutte le restrizioni di capacità decise in base alla legge covid-19, soprattutto nei luoghi chiusi.

In futuro, l'obbligo di certificato si applicherà anche alle riunioni private – in famiglia o tra amici – in spazi chiusi alle quali partecipano più di 10 persone. Per gli eventi all'aperto, il limite per l'obbligo del pass covid scende da 1000 e 300 partecipanti.

Telelavoro generalizzato?

È previsto anche un rafforzamento delle misure sul posto di lavoro. Il governo propone tre varianti: mascherina obbligatoria per tutti coloro che lavorano in spazi chiusi, obbligo di telelavoro per i non vaccinati e non guariti, oppure obbligo generale di telelavoro (con eccezioni). Le aziende saranno inoltre tenute a offrire ai dipendenti la possibilità di sottoporsi a test ripetuti.

A ciò si aggiungono i test ripetitivi nelle scuole e la limitazione del periodo di validità dei certificati sanitari ottenuti grazie a un tampone. Quelli generati dopo un test PCR dovrebbero essere validi per 48 ore invece di 72, quelli ottenuti con un test rapido per 24 ore invece di 48. Questa riduzione aumenta l'attendibilità dei risultati, precisa l'esecutivo.

L'obiettivo delle misure illustrate oggi – la cui validità è limitata al 24 gennaio – è ridurre la circolazione della variante Delta e rallentare la diffusione di quella chiamata Omicron allo scopo di evitare di sovraccaricare le strutture ospedaliere sul lungo termine.

I numeri della pandemia oggi in Svizzera

Anche se con qualche giorno di ritardo rispetto ai paesi confinanti, Austria e Germania in primis, anche in Svizzera il numero delle nuove infezioni da Sars-CoV-2 è in forte crescita. Negli ultimi giorni si sono regolarmente avuti più di ottomila casi giornalieri.

Nelle ultime 24 ore, si sono registrati 8422 nuovi casi di Covid, secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Sono stati segnalati 22 nuovi decessi e 138 persone sono state ricoverate in ospedale.

Il tasso di positività dei test effettuati è del 16,00%. Sull'arco di due settimane, il numero totale di infezioni è 88'371. I casi per 100'000 abitanti negli ultimi 14 giorni sono 1014,67. Il tasso di riproduzione, che ha un ritardo di una decina di giorni sugli altri dati, si attesta a 1,27.