Divieto prorogato, grandi manifestazioni possibili dal primo ottobre

ATS

12.8.2020 - 16:08

Dal primo ottobre, saranno nuovamente possibili manifestazioni con oltre 1'000 persone. 
Source: Thomas Banneyer/dpa

A partire dal primo ottobre saranno nuovamente possibili manifestazioni con oltre mille persone. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. Gli eventi dovranno tuttavia disporre di severe misure di protezione ed essere approvate dai Cantoni.

Il Dipartimento federale dell'interno (DFI), insieme ai Cantoni e ad altri dipartimenti, dovrà elaborare entro il prossimo due settembre criteri uniformi per l'autorizzazione di grandi manifestazioni, indica un comunicato governativo odierno.

In ogni caso, viene sottolineato, gli eventi dovranno essere autorizzati dal Cantone competente anche a seconda della situazione epidemiologica.

La situazione rimane incerta

Le manifestazioni con più di 1000 persone sono vietate in Svizzera dal 28 febbraio 2020: tale divieto, finora in vigore fino al 31 agosto, verrà prolungato di un mese fino alle fine di settembre, in modo da permettere ai Cantoni di organizzarsi al meglio, ha detto oggi in conferenza stampa la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga.

La consigliera federale ha poi ricordato che è necessario rimanere responsabili e che non si tratta di un "libera tutti" a partire da ottobre. "Negli ultimi mesi, insieme, abbiamo raggiunto molto, continuiamo così e assumiamoci le nostre responsabilità", ha ribadito Sommaruga ripetendo il concetto in italiano, francese e tedesco.

In merito alla decisione di prolungare di un mese il divieto, il consigliere federale Alain Berset ha sottolineato che il governo ha voluto attendere ulteriormente poiché i nuovi casi giornalieri rimangono "importanti".

Inoltre, ha aggiunto, nelle prossime settimane ci sarà il ritorno dalle vacanze da parte dei lavoratori e il ritorno a scuola degli allievi. Per questo motivo è necessario procedere con cautela. "Il virus è sempre presente: la situazione è fragile e incerta e viviamo in questa incertezza da sei mesi", ha affermato il "ministro" della sanità, aggiungendo che l'evoluzione dei contagi è simile anche nei Paesi vicini.

Sospiro di sollievo

Da ottobre, invece "bisognerà trovare un equilibrio, poiché i vari grandi eventi non sono comparabili" e non ci sono soluzioni uniche e pronte all'uso, ha detto Berset, sottolineando che sarà necessario tener conto di queste differenze nei colloqui con i Cantoni per stabilire le procedure di autorizzazione.

La decisione odierna del Consiglio federale può far tirare un primo grosso sospiro di sollievo alle federazioni sportive professionistiche e al settore dell'organizzazione di eventi. Un mantenimento a lungo termine del divieto di organizzare manifestazioni con oltre mille partecipanti era stato criticato da chi opera nel settore, poiché avrebbe compromesso la capacità finanziaria degli attori in gioco.

Con questo prudente allentamento, il Consiglio federale intende evitare un peggioramento della situazione epidemiologica tenendo conto delle esigenze della popolazione e degli interessi economici delle società sportive e degli organizzatori di manifestazioni culturali, ha detto Berset.

Voli aerei, quarantena e costi UFSP

Il Consiglio federale ha inoltre deciso che a partire da sabato 15 agosto sarà obbligatorio portare la mascherina sugli aerei. Alcune compagnie - tra cui Swiss - avevano già imposto questa misura, ma ora il provvedimento interesserà tutti i voli in partenza o in arrivo in Svizzera di tutte le compagnie aeree.

Inoltre, il governo ha stabilito che i diplomatici stranieri sono esentati dall'obbligo di quarantena all'arrivo in Svizzera se la loro presenza è necessaria per il buon funzionamento dell'ambasciata.

La crisi del coronavirus, nel corso degli ultimi mesi, ha comportato spese e costi non indifferenti per tutti i settori. Anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) si è trovato confrontato con diverse spese, tra cui lo sviluppo dell'app SwissCovid, la gestione della hotline e l'allestimento delle campagne informative. Per questo motivo, il governo ha chiesto un credito aggiuntivo di 31,6 milioni di franchi per la gestione della pandemia di Covid-19.

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