Il giorno in cui l'aviazione statunitense bombardò Sciaffusa

26.3.2019 - 12:52

Il 1° aprile 1944 accadde l'impensabile: delle bombe furono sganciate su una città svizzera. Gli aviatori dell'esercito statunitense attaccarono per errore Sciaffusa: le vittime furono 40 e centinaia di persone persero le loro case.

Esattamente 75 anni fa, uno squadrone dell'aviazione a stelle e strisce sganciò delle bombe su Sciaffusa. Il bilancio del raid fu di 40 morti, 270 feriti, circa 500 persone senza casa e un migliaio di posti di lavoro persi.

Il primo paziente ricoverato in ospedale fu un bambino, al quale una bomba esplosiva aveva strappato una gamba. Il piccolo si lamentava appena, ricorderà, stupito, in seguito il medico di guardia. La sua sola preoccupazione era di rischiare di perdere il primo giorno di scuola, che aspettava con impazienza.

Il comignolo rimase in piedi. Ma attorno non c'era altro che distruzione.
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Una sola ambulanza era disponibile. Ciò nonostante, fu possibile trasportare la maggior parte delle vittime, dal momento che il bersaglio principale del bombardamento fu la vicina stazione. I feriti che abitavano più lontano furono accompagnati in ospedale uno ad uno, a bordo di una Topolino: una vettura piccola come una Smart.

Non sarebbe stato possibile, prima, immaginare l'«orribile schifo» che un bombardamento di quel tipo poteva provocare, come dichiarò successivamente il comandante Arbenz delle truppe di protezione aerea, parlando a Zurigo. Alcune persone erano state decapitate e soltanto la colonna vertebrale spuntava dal collo. Ciò lo rese del tutto furioso nei riguardi dei piloti, spiegò il militare.

Una curiosità fatale

Eppure quel sabato era cominciato bene. Il cielo era azzurro e una brezza leggera sfiorava la città quando, alle 10:39 del mattino, scattò l'allarme aereo. Essendo Sciaffusa così vicina alla frontiera, quelle sirene suonavano in media due volte alla settimana. In molti avevano smesso di mettersi al riparo e uscivano per «contare gli aerei». Regnava una «sfrontata curiosità», scrisse la «NZZ».

I bombardieri in volo erano infatti «belli da guardare», raccontò Nelly Russenberger, una sarta che osservava lo spettacolo dalla finestra aperta del suo atelier. Ma se il primo squadrone effettuò una manovra d'emergenza e il secondo rimase inattivo, il terzo sorprese totalmente gli abitanti. Alle 10:58, in soli 40 secondi, sganciò su Sciaffusa 400 bombe.

Circa 500 persone, come ad esempio gli abitanti di questa casa nei pressi del Moserdamm, furono private di un tetto.
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La rotta totalmente perduta

I tre squadroni facevano parte di una divisione che comprendeva in totale mille aerei. Erano decollati dal sud dell'Inghilterra e puntavano alla fabbrica chimica IG Farben di Ludwigshafen. Ma la maggior parte di loro aveva cambiato rotta nel corso della traversata della Manica, a causa della cattiva visibilità e del vento che aveva deviato la posizione degli apparecchi e confuso i radar.

Gli squadroni che arrivarono nella Germania meridionale cercarono invano la città di Ludwigshafen e fecero marcia indietro. Fu proprio nel corso del ritorno verso l'Inghilterra che un bombardiere americano diffuse un messaggio secondo il quale il suo gruppo aveva sganciato gli ordigni su un ultimo possibile obiettivo «alle ore 10:50, con risultati modesti».

Le spoglie di questi «risultati modesti» furono seppellite il 4 aprile 1944 al Waldfriedhof, in presenza di ufficiali militari, esponenti politici e religiosi di tutta la Svizzera. Il Governo inviò i Consiglieri federali Karl Kobelt e Ernst Nobs.

Le vittime del bombardamento riposano al Waldfriedhof.
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Sorry, Folks!

La prima domenica successiva alla catastrofe, il generale statunitense Carl Spaatz presentò le proprie scuse alla città. Il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt gli fece eco. Washington offrì a Sciaffusa un indennizzo pari a 40 milioni di franchi. Una prima tranche di 17 milioni arrivò rapidamente.

Per la parte restante, si dovette aspettare fino al 1949, dal momento che l'accordo firmato fu oggetto di discussioni al Congresso statunitense: i parlamentari denunciarono il fatto che la Svizzera aveva approfittato per la seconda volta di una guerra senza versare sangue. Ciò a causa del fatto che si chiesero interessi con tassi al di sopra di quelli di mercato! Secondo i calcoli, alla fine gli Stati Uniti versarono tra i 52 e i 62 milioni di franchi.

Malgrado le scuse, i bombardamenti non erano di certo terminati. Ad esempio, il 22 febbraio 1945, proprio mentre un emissario di Roosevelt era in città per posare dei fiori sulle tombe delle vittime di Sciaffusa, egli stesso vide aerei statunitensi sganciare bombe su Stein am Rhein, Neuhausen am Rheinfall e Rafz.

Fu soltanto dopo un incontro nel marzo del 1945 tra il Consiglio federale e il generale Carl Spaatz che l'aviazione statunitense decise di prendere maggiori precauzioni: i bombardamenti dovevano essere effettuati unicamente se l'obiettivo si trovava sul suolo tedesco e se ciò non presentava rischi.

Anche il centro storico venne distrutto.
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Caramello della marca US Air Force

Tenendo conto anche di coloro che sono morti nei giorni successivi ai funerali del 4 aprile a causa delle ferite riportate, il totale delle vittime del bombardamento è compreso tra 47 e 60 (le cifre non sono certe). Ma il bilancio avrebbe potuto essere anche peggiore: 18 giorni dopo l'ecatombe, un ordigno inesploso fu ritrovato incastrato su una ferrovia: 275 treni vi passarono sopra senza farlo detonare.

Anche i bambini di Sciaffusa, nella sventura, ebbero un pizzico di fortuna: dopo l'incendio di un deposito di zucchero provocato da una bomba al fosforo, dello zucchero fuso e caramellato colò dalla facciata. Si racconta che per due giorni i piccoli lo andarono a recuperare.

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