Swiss Press Award

Premio ai giornalisti dell'inchiesta sulle molestie alla RTS. Vince anche una produzione RSI 

nw, ats

28.4.2021 - 20:22

Die JournalistInnen um Leila Galfetti, Mitte, des Tessiner Fernsehens RSI, freuen sich als Preistraeger der Kategorie Video, an der Preisverleihung des Schweizer Medienpreises Swiss Press Award 21, am Mittwoch, 28. April 2021 im TV Studio im Medienzentrum Bundeshaus in Bern. (KEYSTONE/Alessandro della Valle)
Alcuni giornalisti RSI, tra cui Leila Galfetti, in attesa della premiazione nello studio televisivo del media center del Bundeshaus a Berna.
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I tre giornalisti del quotidiano Le Temps che hanno indagato sui casi di molestie alla RTS hanno ricevuto il premio di «giornalisti svizzeri dell'anno», assegnato della fondazione Reinhardt von Graffenried. Sarah Carp è invece la miglior fotografa nell'ambito giornalistico.

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28.4.2021 - 20:22

Il trio di Le Temps – Sylvia Revello, Boris Busslinger e Célia Héron – ha ricevuto questa sera il premio in una cerimonia a Berna, diffusa online a causa della pandemia. La giuria degli Swiss Press Award 2021 ha sottolineato il coraggio dimostrato e il grande lavoro di squadra.

Die JournalistInnen der Tageszeitung Le Temps, Sylvia Revello, Boris Busslinger und Celia Heron, von links, freuen sich als Preistraeger Kategorie Text ueber den Preis, an der Preisverleihung des Schweizer Medienpreises Swiss Press Award 21, am Mittwoch, 28. April 2021 im TV Studio im Medienzentrum Bundeshaus in Bern. (KEYSTONE/Alessandro della Valle)
Sylvia Revello, Boris Busslinger und Célia Héron, di Le Temps, sono i giornalisti dell'anno.
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La band ticinese The Vad Vuc ha eseguito la settima canzone della stampa svizzera, «Neri o bianchi che siano», composta appositamente per i giornalisti svizzeri.

Pubblicato alla fine di ottobre 2020, l'indagine del trio ha rivelato malfunzionamenti in seno alla RTS, con casi di molestie sessuali e atteggiamenti fuori luogo. Il tutto – come noto – ha portato a inchieste esterne con tanto di «mea cupla» della SSR, che ha garantito tolleranza zero in questo ambito.

Premiato anche un quartetto di «Falò» della RSI

Nelle altre categorie, sono stati premiati diversi lavori legati alla pandemia. Nel ramo video, l'onorificenza è andata a un quartetto di «Falò» della RSI: il reportage di Andrea Levorato, Leila Galfetti, Philippe Blanc e Gaetano Agueci si immerge nella quotidianità dell'ospedale di Locarno durante la prima ondata di coronavirus nella primavera 2020.

La categoria online è invece andata a un duo del sito di giornalismo investigativo reflekt.ch. Valentin Felber e Sylke Gruhnwald si sono occupati delle sorti dei lavoratori tessili in Bangladesh, restati senza lavoro dopo la cancellazione degli ordini da parte delle grandi catene. Il lavoro è stato pubblicato sul sito della rivista Beobachter.

Il primo semi-confinamento è stato il tema anche del lavoro di Sarah Carp, come già detto coronata con il titolo di fotografa giornalistica dell'anno. Si tratta della prima volta in oltre trent'anni d'esistenza del premio che lo vince una donna, hanno sottolineato gli organizzatori. Ad essere premiato è stato un reportage effettuato nel suo stesso appartamento, pubblicato sul domenicale Matin Dimanche.

Altri riconoscimenti

Per il giornalismo locale, la vittoria è andata a tre reporter della Berner Zeitung (Julian Witschi, Catherine Boss e Marius Aschwanden) per un'inchiesta sull'inquinamento delle zone naturali del Blausee, nell'Oberlan bernese.

Infine, per la categoria audio, lo Swiss Press Award è stato assegnato a un podcast realizzato da Simon Meyer, Katharina Bracher e This Wachter per conto della NZZ am Sonntag, dedicato all'ascesa e alla caduta dell'ex presidente del PS Ursula Koch.

I differenzi vincitori si dividono una somma totale di 145'000 franchi.

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