Primo maggio, Berset: «Le donne guadagnano ancora molto meno»

ATS

1.5.2019 - 19:04

A Zurigo i dimostranti in occasione del Primo Maggio sono stati circa 16'000.
Source: KEYSTONE/ENNIO LEANZA

Più potere d'acquisto, più tempo per sé e più rispetto: sono le principali rivendicazioni dei sindacati e di altre organizzazioni esposte durante le manifestazioni del Primo maggio che si sono svolte in una cinquantina di località.

Un po' ovunque quest'anno la Festa dei lavoratori è stata il preludio allo sciopero delle donne del 14 giugno. A Zurigo i dimostranti sono stati circa 16'000 e le bandiere viola dei movimenti femministi dominavano il corteo.

Maillard: tre crisi a livello globale

Ci sono tre crisi a livello globale, a cui nemmeno la Svizzera sfugge: quella climatica, quella sociale e le ingiustizie che ancora oggi le donne devono subire, ha detto Pierre-Yves Maillard, che quest'anno per la prima volta ha preso la parola in qualità di presidente dell'Unione sindacale Svizzera (USS) intervenendo a Olten (SO).

Le proteste dei giovani contro la crisi climatica hanno avuto il grande merito di ampliare il dibattito politico e farci uscire dalla rassegnazione, ha detto il neopresidente. La mobilitazione ora deve allargarsi perché in Europa è in corso anche una vera e propria crisi sociale che non tocca solo milioni di persone escluse dal mondo del lavoro, ma anche salariati e pensionati che temono di non più poter pagare l'affitto o dar da mangiare ai figli.

In Svizzera la situazione non è drammatica come in altri paesi, ha puntualizzato Maillard, ma le rendite del II pilastro sono in calo mentre i premi di cassa malattia continuano ad aumentare, mettendo in grave difficoltà le famiglie. Le discriminazioni e le violenze che milioni di donne subiscono nel mondo sono «la più vecchia e grave ingiustizia della storia», ha sottolineato il presidente dell'USS.

Berset parla delle disparità di genere

Anche il consigliere federale Alain Berset, parlando a Soletta, ha evocato le disparità di genere. Il Primo maggio «è un giorno in cui si valuta se viviamo davvero in una società giusta – o in una società che afferma di essere giusta». «Le donne guadagnano ancora molto meno degli uomini nel nostro paese, è ingiusto e viola la nostra costituzione», ha detto il responsabile del Dipartimento federale dell'interno.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga quest'anno non ha pronunciato discorsi ufficiali e ha preferito visitare un asilo nido a Friburgo. Con il personale ha discusso di formazione, condizioni di lavoro e retribuzione e dell'importanza delle strutture di custodia dei bambini per molti genitori.

Le varie manifestazioni in Svizzera

A Zurigo il tema centrale della giornata è stato lo sciopero delle donne in programma il prossimo 14 giugno e migliaia di donne hanno sfilato con striscioni e palloncini di colore viola. La consigliera nazionale Barbara Gysi (PS/SG) ha rivendicato un innalzamento dei salari ed un miglioramento delle condizioni per i lavori tipicamente femminili.

Anche a Ginevra le bandiere rosa e viola erano in testa al corteo del Primo maggio a cui hanno partecipato 2'500 persone. Quest'anno erano presenti anche diversi Gilet Gialli provenienti dalla Francia. Il corteo è stato chiuso dai contadini, che affiancati da molti giovani, hanno manifestato a favore di un'«agricoltura locale e biologica». Anche la presidente dei Verdi, Regula Rytz, intervenendo a Thun (BE), ha incentrato il suo intervento sul temi di carattere ecologico. «I giovani chiedono di avere diritto a un futuro», ha detto.

A Berna, dove il Primo maggio è una giornata lavorativa, il corteo si è svolto nel tardo pomeriggio. «Dobbiamo fare in modo che il prossimo Parlamento federale rimetta al centro la questione sociale», ha detto il consigliere nazionale Corrado Pardini (PS/BE).

La Festa del lavoro a Basilea – circa 2'000 partecipanti – è stata anche l'occasione per un 100 centinaio di dipendenti di Unia di manifestare la loro opposizione interna verso i quadri del sindacato. «Boss dell'Unia: basta corruzione e abusi di potere» si leggeva sull'enorme striscione con cui hanno sfilato, un po' a distanza dal corteo ufficiale.

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