Revisione della legge sulla caccia, il lupo resta protetto

ATS

27.2.2020 - 10:46

Simonetta Sommaruga ha illustrato oggi le argomentazioni del Consiglio federale.
Source: KEYSTONE/ANTHONY ANEX

«Un buon compromesso» tipicamente svizzero: così la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha definito la nuova legge sulla caccia, in votazione il 17 maggio. Il lupo resterà protetto e allo stesso tempo si aiuteranno le zone rurali e di montagna.

Sommaruga ha lanciato oggi la campagna del Consiglio federale in vista del voto, resosi necessario dopo che associazioni ambientaliste e di protezione degli animali hanno lanciato con successo il referendum contro la revisione elaborata dalle Camere federali.

La vecchia legge – ha sottolineato la ministra – risale al 1985, quando il lupo non era presente nel territorio svizzero. Nel frattempo tuttavia, dalla formazione del primo branco nel 2012, il numero di lupi è aumentato di otto volte nel paese. Attualmente in Svizzera vi sono otto branchi e diversi animali singoli: in totale un'ottantina di esemplari distribuiti in dodici cantoni.

L'animale è insediato soprattutto in Vallese, nelle valli del Grigioni, nell'Oberland sangallese, nel bellinzonese, nelle valli del Pays d'Enhaut (VD), attorno al Säntis (AI/AR/SG) e nei boschi del Giura vodese. Ogni anno uccidono tra le 300 e le 500 pecore e capre.

Almeno tre ragioni per votare «sì»

La revisione della legge votata dal parlamento adegua le regole di convivenza tra lupi e uomini alla realtà attuale, ha precisato Simonetta Sommaruga. In particolare bisogna da un lato proteggere la natura e gli animali, dall'altro prestare ascolto alle richieste delle regioni rurali e di montagna, confrontante con il fenomeno delle aggressioni da parte di questi canidi.

Sono tre le ragioni per cui il governo sostiene il testo in votazione: esso migliora sensibilmente la protezione della natura e degli animali selvatici, consente una miglior coabitazione tra uomo e lupo e, infine, costituisce un compromesso tipicamente svizzero.

A proposito di quest'ultimo punto, Sommaruga ha rilevato che nella Confederazione «siamo sempre riusciti a guardare fuori dalle mura cittadine e ad occuparci anche di quanto succede nelle regioni rurali e di montagna». Per queste regioni, ha sottolineato, il lupo costituisce un problema e «noi dobbiamo avere riguardo di queste preoccupazioni».

I Cantoni potranno agire prima

Attualmente i Cantoni non dispongono di strumenti adeguati per gestire la situazione: possono intervenire solo quando le cose sono già degenerate, ha affermato la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente (DATEC).

Con la nuova legge, essi potranno autorizzare l'abbattimento di lupi prima che vi siano state stragi di bestiame e ciò per far sì che questi predatori continuino ad aver paura dell'uomo e degli insediamenti. Tuttavia, l'autorizzazione a procedere all'abbattimento dipenderà da diverse premesse.

I Cantoni dovranno agire in modo proporzionato. Non potranno attaccare i branchi che stanno lontani da mandrie e villaggi. Dovranno anche giustificare alle autorità federali l'abbattimento. Come già possibile ora, le organizzazioni per la protezione della natura potranno ricorrere contro le decisioni di abbattimento emesse dai Cantoni. Inoltre il lupo non potrà essere cacciato.

Le immagini del giorno

Tornare alla home page

ATS