Settimana di vaccinazione: concerti semivuoti, si pensa al boicottaggio

lt, ats

11.11.2021 - 12:48

Stefanie Heinzmann è tra gli artisti che si esibiscono nell'ambito della serie di concerti "Back on Tour" (nella foto lunedì sera a Thun).
Keystone

I concerti organizzati nell'ambito della settimana di vaccinazione hanno in parte attirato pochissimo pubblico. Una possibile ragione sono gli appelli al boicottaggio lanciati dagli oppositori alla strategia antipandemica.

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11.11.2021 - 12:48

I motivi della penuria di spettatori non sono noti in dettaglio, scrive il responsabile del progetto Offensiva di vaccinazione Michael Beer dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare di veterinaria (USAV) su esplicita richiesta dell'agenzia Keystone-ATS.

Tuttavia non viene escluso che «persone contrarie alle misure abbiano prenotato biglietti con l'intenzione di non presentarsi». Gli organizzatori hanno appreso dell'esistenza di simili appelli sulle reti sociali e sulle piattaforme di messaggistica dopo l'avvio dell'attribuzione dei biglietti.

Ticketcorner ha spiegato all'agenzia di aver dovuto stornare alcune decine di prenotazioni doppie, ma che non vi sono indizi di una truffa sistematica.

Il copresidente del movimento giovanile Mass Voll (la misura è colma) Nicolas A. Rimoldi ha negato alla Keystone-ATS di avere a che fare con l'azione di boicottaggio. Non siamo contro la vaccinazione, ma contro un relativo obbligo, ha affermato indicando di potersi però immaginare che certe persone in possesso di un biglietto abbiano realizzato in seguito di non voler sostenere questi concerti finanziati tramite un «massiccio spreco di introiti fiscali».

La delusione degli artisti

Gli artisti impegnati nel tour hanno reagito con delusione alla debole presenza: la cantante vallesana Stefanie Heinzmann ad esempio ha usato parole chiare ieri sera: «non avrei mai pensato che sussista una simile malignità a sabotare una campagna di vaccinazione. (...) Lo trovo un gran peccato», ha affermato al «Walliser Bote».

Sulle pagine del «Blick» il rapper romando Stress ha criticato il fatto che queste persone parlano di privazione della libertà, ma al contempo rubano la libertà agli altri. «È ridicolo.» In vista delle festività natalizie è anche questione di «proteggere i propri cari», ha ricordato. Bisogna riflettere e «condurre un dialogo su come vogliamo uscire dalla pandemia».

Sullo stesso giornale anche Dabu Bucher della band zurighese Dabu Fantastic si è detto snervato per il fatto che «ci impediscono di informare la gente». Gli organizzatori vogliono portare un po' di normalità alla popolazione, e «il fatto che ciò venga sabotato da alcuni è un gran peccato». Egli spera che ai prossimi concerti possano venire tutti coloro che lo desiderano.

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