Sigarette: divieto pubblicità estremo e dannoso per economia

cp, ats

6.1.2022 - 12:12

Pur essendo uno sportivo, il consigliere nazionale Rocco Cattaneo (PLR/TI) è contrario a un divieto della pubblicità per il tabacco destinata ai giovani.
Keystone

L'iniziativa popolare «Fanciulli e adolescenti senza pubblicità per il tabacco», su cui si voterà il prossimo 13 di febbraio, è contraria alla libertà economica e danneggia diversi settori che, per sopravvivere, contano sulle entrate generate dalla réclame.

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6.1.2022 - 12:12

È quanto sostenuto oggi davanti ai media da un comitato interpartitico – Alleanza del Centro, PLR e UDC – che ha invita a respingere il testo in votazione, giudicato estremo, rammentando che il parlamento ha già elaborato un controprogetto indiretto che restringe in modo significativo la pubblicità, specie quella destinata ai giovani, per sigarette e altri derivati del tabacco.

In pratica, hanno sostenuto i membri del comitato, la pubblicità negli spazi pubblici sparirà col controprogetto proprio per tenere conto della necessità sacrosanta di proteggere i giovani, senza tuttavia vietarla completamente come vorrebbe l'iniziativa.

Quest'ultima, con i suoi obiettivi «radicali», mette sotto tutela anche gli adulti, che invece devono rimanere liberi di scegliere dal momento che sono consapevoli dei rischi cui incorrono se fumano: l'iniziativa si propone di proibire la réclame che può raggiungere i giovani, non solo quella loro destinata, ha fatto notare il comitato.

Una proposta «radicale»

Stando al consigliere nazionale Philipp Kutter (Alleanza del Centro/ZH), l'iniziativa viola in modo sproporzionato la libertà economica e d'informazione costituzionalmente garantite, «due elementi che mi stanno a cuore quale difensore di un'economia liberale». Fa parte della libertà economica e commerciale fondamentale che i prodotti legali possano essere pubblicizzati, ha puntualizzato.

A detta di Kutter, impegnato sul fronte della protezione dell'infanzia ma anche per un'economia concorrenziale, l'autoregolazione del settore funziona: dal 2005, il settore – consapevole dei rischi per la salute dei più giovani – si è già impegnato a limitare la pubblicità destinata ai giovani. L'iniziativa, invece, nella sua radicalità va contro questo tipico modo elvetico di affrontare i problemi, ossia la ricerca del compromesso che tenga conto di tutti gli interessi in gioco, nel caso concreto quelli dell'economia e della salute pubblica.

Divieto «inefficace e liberticida»

Secondo Damien Cottier, deputato PLR neocastellano alla Camera del popolo e rappresentante dei piccoli commercianti del suo cantone, l'iniziativa ha una visione «infantilizzante» del consumatore, è liberticida e, per di più, inefficace. Appoggiandosi ai dati dell'OMS, anche laddove vige un divieto esteso di pubblicità per il tabacco, come in Italia, Francia o Austria, il tasso di giovani fumatori è simile se non superiore a quello registrato in Svizzera, ha affermato Cottier.

Tra l'altro, «la pubblicità è una fonte di reddito non trascurabile per i media, il settore culturale, i festival, i piccoli negozi, le edicole e le stazioni di servizio», ha sottolineato il deputato neocastellano. Sono in gioco 11 mila posti di lavoro diretti e indiretti che generano un valore aggiunto di più di 6 miliardi di franchi all'anno, ha aggiunto.

Il tabacco non è il demonio

Riflessione fatte proprie anche da Rocco Cattaneo (PLR/TI), imprenditore ed ex ciclista professionista, A suo parere, la protezione dei giovani dal fumo è senz'altro importante, ma i mezzi scelti dall'iniziativa vanno respinti perché sproporzionati dal momento che gli iniziativisti vogliono ancorare nella Costituzione un divieto totale di pubblicità per prodotti pur sempre legali.

Il tabacco non è il «demonio», ha aggiunto il consigliere nazionale ticinese, ricordando che il prezzo elevato – 8.80 in media – del pacchetto rappresenta già un ostacolo all'acquisto. Ampliando lo sguardo, Cattaneo ha rimarcato che il 60% del fatturato generato dalla vendita finisce nella casse statali. Dei 2,4 miliardi incassati dalla Confederazione, 2,1 sono destinati all'AVS, altri 120 milioni al fondo per la prevenzione del tabagismo e altri 120 milioni all'agricoltura, poiché il tabacco viene coltivato anche in Svizzera. Senza dimenticare, ha aggiunto, che le imprese attive nel settore investono anche in prodotti innovativi, meno dannosi per la salute, proprio perché il problema della salute non li lascia indifferenti.

Non apriamo il vaso di Pandora

Nel suo intervento, Mike Egger (UDC/SG) ha giudicato incomprensibile l'atteggiamento di chiusura dei promotori dell'iniziativa nei confronti del controprogetto che riprende gran parte delle loro richieste. A suo parere, credere che un divieto totale di pubblicità possa risolvere il problema del tabagismo è «ingenuo»; altri fattori, come il desiderio di trasgressione o la pressione del gruppo spingono i giovani a fumare, ha sostenuto il consigliere nazionale sangallese.

Per Egger, accettando l'iniziativa si aprirebbe il vaso di pandora verso altri divieti per prodotti come la carne, le bevande zuccherato o troppo grasse, o perché la loro fabbricazione ha un impatto negativo sull'ambiente.

Il controprogetto

La nuova legge sui prodotti del tabacco – controprogetto indiretto all'iniziativa frutto di lunghe e laboriose discussioni in Parlamento, n.d.r – introduce un divieto di pubblicità per i prodotti del tabacco e le sigarette elettroniche sui manifesti e nei cinema, limitando in questo modo la pubblicità su tutto il territorio nazionale.

Il divieto si estende anche alla consegna gratuita di sigarette e alla sponsorizzazione di manifestazioni a carattere internazionale da parte delle multinazionali del tabacco.

Con il controprogetto non sono invece previste restrizioni per la pubblicità nei chioschi, nella stampa o su Internet, purché non si rivolga ai minorenni, né per la sponsorizzazione di manifestazioni nazionali. Con questa decisione, il parlamento tiene conto delle esigenze dell'economia. Il controprogetto potrà entrare in vigore indipendentemente dall'esito della votazione sull'iniziativa popolare, stando al Consiglio federale.

L'iniziativa

I promotori dell'iniziativa – sottoscritta da 109'969 persone – credono invece che solo la loro proposta possa proteggere i minori in modo efficace. È dimostrato che il consumo di tabacco rappresenta il primo fattore di rischio nello sviluppo di numerose patologie croniche, come il cancro, che causano grandi sofferenze, gravando pesantemente sull'economia e sui premi delle casse malati.

In Svizzera una persona su quattro fuma, per un totale di circa due milioni di fumatori. Negli ultimi dieci anni questa cifra è rimasta più o meno invariata. Tra i giovani si registrano livelli analoghi: quasi 100'000 giovani tra i 15 e i 19 anni fumano. Circa la metà dei fumatori ha iniziato a fumare quotidianamente prima dei 18 anni.

Il fumo può causare una serie di malattie tra cui tumori o infarti. Ogni anno in Svizzera circa 9'500 persone muoiono prematuramente per le conseguenze del tabagismo. Secondo diversi studi i costi per la salute pubblica e l'economia si aggirano tra i 4 e i 5 miliardi di franchi, di cui 3 miliardi di costi diretti (per le cure) e circa 1-2 miliardi di costi indiretti a carico dell'economia (per esempio assenze dal lavoro a causa di malattie legate al tabagismo).

cp, ats