Sostegno ai media: «Sì per un giornalismo indipendente»

nw, ats

6.12.2021 - 13:23

Il comitato favorevole al pacchetto di misure per i media ha spiegato oggi le sue ragioni. Immagine simbolica d'archivio.
Keystone

Il comitato per il «sì» al pacchetto di misure a favore dei media – in votazione il 13 febbraio – lotta per un giornalismo indipendente e variegato in tutte le regioni svizzere. L'organizzazione, chiamata «La libertà d'opinione», ha esposto oggi i suoi argomenti.

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6.12.2021 - 13:23

Dei media indipendenti sono un fondamento della democrazia diretta e per questo essenziali in Svizzera, ha comunicato il comitato. I cittadini devono infatti potersi fare delle idee liberamente e per questo sono necessarie informazioni affidabili, diversificate e anche critiche.

La varietà mediatica è importante soprattutto a livello cantonale e comunale, ha proseguito l'organizzazione. Le testate locali hanno un ruolo importante per il dibattito e per la coesione della Svizzera.

Media in crisi

Questa ruolo informativo, così importante per la democrazia, è però in pericolo. Le entrate pubblicitarie sempre minori e la trasformazione digitale pongono i media elvetici di fronte a sfide importanti. Una grande concorrenza arriva poi da giganti di Internet come Facebook, Google o ancora TikTok.

La pandemia di coronavirus non ha fatto che accentuare le difficoltà. Al giornalismo di qualità mancano i soldi, il numero di testate è in calo e la varietà del giornalismo scende. In parole povere, sempre secondo il comitato, la Svizzera è nel pieno di una crisi mediatica.

Per questo servono finanziamenti che permettano investimenti in nuovi modelli aziendali. Il pacchetto di aiuti deciso dal Parlamento permette una soluzione limitata a sette anni con «un approccio liberale e ragionevole».

Stato e media restano divisi

Con la soluzione proposta Stato e media rimangono chiaramente separati, ha continuato ad argomentare il comitato per il «sì». Il sostegno andrebbe a media di destra e sinistra, dalle radio fino alle pagine online.

Del comitato «La libertà d'opinione» fanno parte l'organizzazione Stampa svizzera, circa 90 fra deputate e deputati di tutti i gruppi – salvo l'UDC – così come 20 associazioni quali la scuola di giornalismo MAZ.

Il testo è stato approvato dal Parlamento durante la Sessione estiva. Per sette anni i media svizzeri riceverebbero sostegni aggiuntivi diretti e indiretti per 120 milioni di franchi. Contro la decisione è stato indetto un referendum e i cittadini sono chiamati al voto il prossimo 13 febbraio.

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