Svizzera

Ultimo atto della campagna contro la violenza di carattere sessuale

ats

10.12.2021 - 10:39

Per Anna-Beatrice Schmaltz, responsabile della campagna ed esperta nella prevenzione della violenza, la società nel suo insieme deve assumersi più responsabilità nei confronti delle donne vittime di violenza di carattere sessuale. (Immagine d'archivio del 24 novembre)
Per Anna-Beatrice Schmaltz, responsabile della campagna ed esperta nella prevenzione della violenza, la società nel suo insieme deve assumersi più responsabilità nei confronti delle donne vittime di violenza di carattere sessuale. (Immagine d'archivio del 24 novembre)
Keystone

Termina oggi, dopo 16 giorni, la campagna quest'anno intitolata «Fine della violenza di carattere sessuale» contro le donne. Ciò che fa delle donne delle vittime non è il sesso, bensì la disuguaglianza tra i generi, affermano gli organizzatori.

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10.12.2021 - 10:39

«L'uguaglianza è quindi la migliore prevenzione della violenza», sottolinea, citata in un comunicato odierno, la direttrice dell'iniziativa, Anna-Béatrice Schmaltz.

Per il quattordicesimo anno la campagna, sempre condotta col motto 16 giorni contro la violenza nei confronti delle donne (16 Tage gegen Gewalt an Frauen), è coordinata dall'organizzazione Christlicher Friedensdienst (cfd, servizio cristiano per la pace), che si autodefinisce l'ong (organizzazione non governativa) femminista per la pace.

L'iniziativa comincia il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, e si conclude il 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani.

Vittime tacciono

Quest'anno la campagna prende spunto da un'indagine dell'istituto di ricerca demoscopico gfs.bern, di cui la nota non precisa la data di pubblicazione. Secondo l'inchiesta, la metà delle vittime di violenza di carattere sessuale non ha mai parlato con qualcuno di quanto subito. «Questo dimostra che noi, come società, dobbiamo assumerci molta più responsabilità per le persone colpite», spiega Schmaltz.

Il discorso sulla violenza a carattere sessuale è spesso distorto dai cosiddetti «miti sullo stupro». Si tratta di idee sbagliate su come si manifesta la violenza, su chi sono gli autori e su come si comportano le vittime. Queste vengono rese colpevoli, la violenza viene minimizzata, le donne non vengono affatto credute e i colpevoli vengono protetti, denuncia cfd. «Questo deve cambiare. Dobbiamo parlare di più della violenza di carattere sessuale in modo femminista».

In questo senso la campagna 2021 è stata un «successo». «Quest'anno vi hanno partecipato più organizzazioni che mai», dice Schmaltz, sempre citata nel comunicato. Complessivamente nei 16 giorni d'azione sono state realizzate più di 150 manifestazioni (nel mondo reale e virtuale) a cui erano associate oltre 200 organizzazioni.

Violenza molto diffusa

La violenza a carattere sessuale viene perpetrata con enorme frequenza in Svizzera, stando al lavoro di gfs.bern: almeno una donna su due ha subito una tale violenza, dal cosiddetto catcalling (molestie di strada come commenti indesiderati, gesti, strombazzi, fischi) alla violenza carnale passando per palpeggiamenti.

Nel 2020, la statistica criminale della polizia, citata da cfd, ha registrato 713 violenze carnali e 683 casi di aggressione sessuale. Si tratta di 3,8 casi al giorno. Il numero di episodi non segnalati è significativamente più alto, sottolinea l'organizzazione femminista.

Molte vittime non sporgono denuncia penale poiché il percorso attraverso il sistema giudiziario è associato a molti ostacoli, anche emotivi. Questa è un'ulteriore ragione per cui Schmaltz chiede l'adattamento del codice penale: per definire la violenza carnale deve valere il principio del consenso. «Perché solo «sì» (a un atto sessuale) significa «sì"», afferma l'esperta nella prevenzione della violenza.

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