Su oltre 9,2 milioni di dosi di vaccino 5'304 reazioni avverse

kigo, ats

13.8.2021 - 21:05

FILE - In this Feb. 25, 2021, file photo, vials for the Moderna and Pfizer COVID-19 vaccines are displayed on a tray at a clinic set up by the New Hampshire National Guard in the parking lot of Exeter, N.H., High School. An untold number of Americans have managed to get COVID-19 booster shots even though the U.S. government hasn't approved them. They're doing so by taking advantage of the nation’s vaccine surplus and loose tracking of those who have been fully vaccinated.  (AP Photo/Charles Krupa, File)
Immagine d'illustrazione
AP

In Svizzera, dopo la somministrazione di oltre 9,2 milioni di dosi di vaccino, sono state complessivamente 5'304 (lo 0,6 per mille) le notifiche di sospette reazioni avverse da medicamenti in relazione alle vaccinazioni (EIV) contro il Covid-19. Nel 65,3% dei casi esse vengono classificate come «non serie».

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13.8.2021 - 21:05

«Le notifiche di effetti indesiderati finora ricevute e analizzate – fino allo scorso 10 agosto – non incidono sul profilo rischi-benefici positivo dei vaccini anti-COVID-19 utilizzati in Svizzera», indica in un comunicato odierno Swissmedic, l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, che informa regolarmente sugli effetti secondari dei preparati. Solitamente, una notifica contiene più di una reazione.

Le persone colpite avevano in media 57,7 anni: di questi, il 21,9% aveva un'età pari o superiore ai 75 anni. Nei casi classificati come seri l'età media era di 61,3 anni, mentre nei casi notificati in relazione temporale con i decessi era di 80,7 anni, sottolinea Swissmedic.

In 133 casi gravi le persone sono decedute a differenti intervalli di tempo dalla vaccinazione. Nonostante un'associazione temporale con la vaccinazione, tiene a precisare l'istituto, «non vi sono in nessun caso indizi concreti che la causa del decesso sia stata la vaccinazione».

Le notifiche riguardavano in gran parte le donne (66,3%) e in alcune notifiche – finora 160, pari al 3% – non è stato indicato il genere.

Delle 5'304 notifiche, circa il 61,8% (3279 casi) si riferiva al preparato di Moderna, mentre il 36,5% (1934) a quello di Pfizer/BioNTech. In 91 casi (1,7%) non è stato specificato il vaccino. Il prossimo aggiornamento verrà pubblicato il prossimo 3 settembre.

Miocardite e pericardite

Dopo la vaccinazione con i vaccini mRNA anti-COVID-19 sono stati riportati casi molto rari di miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) e pericardite (infiammazione del pericardio). Finora, sul totale di 9,2 milioni di vaccini, sono pervenute a Swissmedic 96 notifiche in tal senso.

Questi casi si sono verificati principalmente nei 14 giorni successivi alla vaccinazione, più spesso dopo la seconda dose e nei giovani di sesso maschile. L'Istituto, a titolo di confronto, spiega tuttavia che la frequenza delle infiammazioni del muscolo cardiaco dovute ad altre cause – ad esempio i virus – è di circa 22 casi su 100'000 persone all'anno.

Gli operatori sanitari, avverte Swissmedic sul suo sito web, devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite e istruire i soggetti vaccinati a rivolgersi immediatamente al medico per consulenza e aiuto qualora sviluppino sintomi come dolore toracico, respiro affannoso o palpitazioni e aritmie cardiache.

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