Vallese: frode elettorale, non si torna alle urne

ATS

11.9.2019 - 11:02

Il Gran Consiglio vallesano non vuole tornare alle urne nella circoscrizione di Briga in seguito alla frode elettorale del marzo 2017. Immagine d'archivio.
Source: KEYSTONE/DOMINIC STEINMANN

Il Gran Consiglio vallesano rifiuterà domani la richiesta del partito cristiano-sociale dell'Alto Vallese (CSPO) di tornare alle urne nella circoscrizione di Briga in seguito alla frode elettorale del 2017. Lo si evince dal dibattito di entrata in materia odierno.

Gli eletti di PLR, PPD del Vallese romando, i partiti di sinistra e l'UDC si sono allineati alla posizione della Commissione di giustizia, che aveva dato preavviso negativo alla domanda di revisione, inoltrata dal CSPO e da un gruppo di cittadini. Il PPD dell'Alto Vallese si è astenuto.

In minoranza, il CSPO depositerà una mozione: «In futuro, vogliamo che un riconteggio sia sistematicamente effettuato in caso di risultato stretto», ha spiegato il deputato Diego Clausen.

In occasione delle elezioni cantonali del marzo 2017 un individuo aveva rubato almeno 190 schede di voto dalle buche delle lettere a Briga, Naters e Visp, spedendole poi con firme false. Il 30enne svizzero, all'epoca dei fatti membro dell'UDC, è stato nel frattempo condannato a dodici mesi di carcere con la condizionale.

Secondo il CSPO, con questa azione illegale i democentristi hanno guadagnato un seggio a sue spese. Per tale ragione veniva richiesto un riconteggio dei voti o un ritorno alle urne.

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