Coronavirus: aumento infezioni rallenta, ma situazione resta tesa

es, ats

14.12.2021 - 16:52

Christoph Berger stima che circa un quarto dei bambini e ragazzi abbiano già contratto il coronavirus. Il decorso della malattia è quasi sempre stato lieve.
Keystone

L'aumento delle infezioni da coronavirus rallenta e il tasso di positività dei test si è stabilizzato. Ma non è ancora chiaro se l'evoluzione resterà tale. In ogni caso la situazione resta tesa, con le ospedalizzazioni e i decessi che continuano a salire.

es, ats

14.12.2021 - 16:52

Lo ha affermato la responsabile della sezione controllo delle infezioni presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Virginie Masserey durante l'odierna conferenza stampa degli esperti della Confederazione.

Al momento è stata superata la soglia dei 300 pazienti affetti da coronavirus nei reparti di cure intense, pari al 35% dei posti disponibili, ha spiegato la Masserey. Complessivamente le cure intense mostrano un tasso d'occupazione dell'82%.

A livello di contagi, l'incidenza più elevata si registra tra i minori di 20 anni, in primo luogo nelle fasce dai sei agli undici anni e dai dodici ai quattordici. Tuttavia i ricoveri sono pochi.

Intanto i vaccinati continuano ad aumentare e ormai circa il 77% delle persone di oltre dodici anni hanno ricevuto perlomeno la prima dose; la settimana scorsa i primi vaccini sono stati 30'000, 4'000 in più che la settimana precedente, ha affermato. Mentre il 63% delle persone di oltre 65 anni ha già ricevuto la terza dose.

Omicron è ancora poco diffuso in Svizzera, ma data l'elevata contagiosità sarà inevitabile che si diffonderà ancora ampiamente, ha sottolineato Masserey. A questo proposito non è ancora chiaro se le misure attuali basteranno.

Secondo la presidente della task force scientifica Tanja Stadler a inizio 2022 Omicron, rintracciata nelle acque basilesi già il 24 novembre, dovrebbe risultare la variante predominante nella Confederazione. In base alle nozioni finora disponibili la vaccinazione è meno efficace: se per Delta il livello di protezione con due dosi si attesta al 70%-75% con il siero di Pfizer/BioNTech, per Omicron esso è di appena il 10%-50%. Tuttavia con una terza dose la protezione a corto termine sale al 60%-85%.

Stadler ha sottolineato che non ci sono ancora prove che la variante sia meno grave per i non vaccinati che Delta, e non è neanche comprovato che sia più grave per i bambini. «Riteniamo che i decorsi siano simili per Delta e Omicron.» Certo è però che quest'ultima è più contagiosa e quindi gli ospedali si riempiono più rapidamente. A suo avviso è necessaria una somministrazione rapida della terza dose e la vaccinazione dei bambini, intanto è comunque molto utile seguire le consuete misure di protezione quali il distanziamento, le mascherine e l'arieggiare i luoghi chiusi, in particolare le scuole.

Da parte sua Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV), ha affermato che più i contagiati sono giovani, più lieve è la malattia. Si stima che circa un quarto dei bambini e ragazzi abbiano già contratto il coronavirus, ma i decorsi gravi e le ospedalizzazioni sono rari e i decessi sono a quota zero.

Quanto alla vaccinazione – oggi CFV e UFSP hanno esteso la loro raccomandazione ai bambini dai cinque agli undici anni, dopo il via libera di Swissmedic al preparato di Pfizer/BionNTech per questa fascia d'età – egli ha sottolineato che il vaccino è efficace, omologato e sicuro. Negli Stati Uniti già sei milioni di bambini sono stati immunizzati con una dose – due milioni con due – e non vi sono mai state complicazioni, ha sostenuto Berger.

Esercito e protezione civile

Intanto il brigadiere Raynald Droz, capo di stato maggiore del comando operazioni presso il Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ha spiegato che finora sono quattro i Cantoni che hanno chiesto aiuto all'esercito per le vaccinazioni o gli ospedali: Giura, Friburgo, Neuchâtel e Vallese. La settimana prossima i militari impegnati in questi quattro cantoni saranno 84, contro nove attualmente.

Droz ha anche lanciato un appello urgente ai volontari a farsi avanti. «Ci manca personale specializzato nelle cure, soprattutto per la Svizzera romanda», ha spiegato aggiungendo che finora sono 300 i volontari che si sono messi a disposizione.

Mentre Christoph Flury, vicedirettore dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), ha riferito che quella legata all'emergenza coronavirus è la più grande e più lunga operazione della storia della protezione civile. Dallo scoppio della pandemia sono stati prestati circa 533'000 giorni di servizio. Il bilancio è complessivamente positivo: la protezione civile può intervenire velocemente e in numerosi campi, è flessibile, resiliente ed efficiente. Venerdì il Consiglio federale aveva deciso una terza chiamata in servizio nazionale delle persone tenute a prestare servizio.

es, ats