Epidemia

Coronavirus: Cantoni ampiamente d'accordo con strategia governo

ch, ats

11.8.2021 - 18:34

Per quel che concerne la fine della presa a carico dei test per le persone asintomatiche, la CDS ritiene che dopo il 1. ottobre serve un periodo transitorio di diverse settimane perché tutte le persone che vogliono ancora farsi vaccinare possano farlo entro la fine della copertura dei costi.
Keystone

Contrariamente all'UDC e all'Unione delle arti e mestieri (USAM), la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) ritiene comprensibile la decisione del Consiglio federale di passare alla fase di normalizzazione senza ulteriori allentamenti.

ch, ats

11.8.2021 - 18:34

Il passaggio alla fase di normalizzazione non deve tuttavia condurre a un falso sentimento di sicurezza, avverte in una nota la CDS, la situazione epidemiologica resta molto volatile. Se necessario i Cantoni e la Confederazione devono ancora essere in grado di adottare rapidamente misure. Per il momento conviene dunque mantenere la situazione particolare.

Rispetto al documento di riflessione sul modello delle tre tappe presentato a metà maggio le differenti fasi hanno perso importanza, visto che si è aggiunto un nuovo elemento con la comparsa della variante Delta, ormai dominante. È diventato chiaro che gli allentamenti delle misure non possono essere definiti con così largo anticipo.

La CDS concorda anche sulla proposta di sopprimere la distribuzione gratuita di cinque test rapidi al mese alle persone non ancora completamente vaccinate o non guarite: la loro importanza è in calo e i risultati sono meno affidabili che quelli dei test PCR o antigenici.

Mentre per quel che concerne la fine della presa a carico dei test per le persone asintomatiche, la Conferenza ritiene che dopo il 1. ottobre serve un periodo transitorio di diverse settimane perché tutte le persone che vogliono ancora farsi vaccinare possano farlo entro la fine della copertura dei costi. I Cantoni, con vari tipi di campagne, vogliono continuare i loro sforzi per accrescere la propensione a farsi immunizzare.

Da parte sua il PLR accoglie favorevolmente la decisione del governo riguardo ai test rapidi, una misura – scrive su Twitter – già chiesta dal partito il 23 luglio. Ora tutti devono assumersi la propria responsabilità in modo da tornare presto alla normalità; è anche necessario vaccinare il numero maggiore possibile di persone. Anche per Economiesuisse bisogna proseguire gli sforzi a favore della vaccinazione, di modo che presto siano possibili altri allentamenti.

Sempre su Twitter l'UDC sostiene per contro che «il Consiglio federale e primo tra tutti il ministro dell'interno Alain Berset restano fedeli al loro regime dittatoriale di misure». Il partito condanna aspramente questa «tattica del rimando» e chiede il ritorno immediato alla normalità.

Anche l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) critica «il rifiuto del Consiglio federale di avviare il processo di normalizzazione», si legge ancora su Twitter. La logica della protezione mirata, fissata legalmente e accettata dal popolo, permette assolutamente un ritorno alla situazione di normalità dal 1. settembre. Il piano di vaccinazione è del tutto irrealistico, afferma dall'organizzazione mantello delle piccole e medie imprese, secondo cui il governo deve fornire immediatamente alla popolazione e all'economia una prospettiva per l'apertura totale.

Anche GastroSuisse chiede un rapido ritorno alla normalità, visto che le misure ancora in vigore penalizzano fortemente la ristorazione. «Diversamente sarebbe incomprensibile», afferma il suo presidente Casimir Platzer, citato in una nota.

Le misure del Consiglio federale vanno ora in consultazione; la decisione cadrà il 25 agosto.

ch, ats