L'immagine che ha scosso la guerra del Vietnam

Christoph Sator, dpa

1.2.2018

Si tratta di una delle foto di guerra più famose di tutti i tempi: un generale che abbatte un uomo in abiti civili con una pallottola in testa durante la guerra del Vietnam. Era 50 anni fa, ma pochi conoscono la storia dietro questo scatto.

Questa scena fa ugualmente parte di un film. All'inizio, tutto sembra normale; è una giornata ordinaria nelle vie di Saigon, in piena guerra del Vietnam. Un uomo che indossa dei pantaloncini e una camicia a quadri, a piedi nudi, con le mani ammanettate dietro la schiena. Attraversa la città accompagnato dai soldati. Un uomo arriva allora da destra. Agita una pistola, si fa spazio. Si posiziona poi di fianco agli altri soldati, tende il braccio destro e gli spara una pallottola in testa. Semplicemente.

È in questo momento che il fotografo americano Eddie Adams ha scattato la foto. È così che il primo febbraio 1968, esattamente 50 anni fa, è stata scattata una delle istantanee più famose della fotografia di guerra; questa foto mostra un civile abbattuto — o piuttosto vittima di una vera e propria esecuzione — da parte di un militare. È uno scatto brutale, ma allo stesso tempo profondamente umano. È molto difficile toglierselo dalla testa. Molti pensano infatti che abbia cambiato il corso della guerra.

L’uomo in camicia a quadri si chiamava Nguyen Van Lem. Aveva una trentina d'anni, era sposato e apparteneva al movimento comunista del Vietcong. Il movimento, condotto da Hô Chi Minh, si batteva contro il Sud-Vietnam e gli Stati Uniti in un paese diviso. In realtà, i due schieramenti si erano messi d'accordo per una tregua in occasione del Têt, il capodanno vietnamita, celebrato il primo febbraio 1968. Tuttavia, nonostante queste promesse, Hô Chi Minh aveva lanciato un attacco alla vigilia, divenuto noto agli storici sotto il nome di offensiva del Têt.

Disponibile anche un video

Anche a Saigon imperversavano i combattimenti. Nguyen Van Lem c'era. Anche se non se ne ha la certezza, faceva verosimilmente parte di uno squadrone della morte incaricato di provvedere alle esecuzioni dei poliziotti sudvietnamiti e la loro famiglia. Quel mattino, era stato arrestato in prossimità di una fossa comune contenente 34 corpi. In seguito, il cameraman australiano Neil Davis racconterà che Nguyen Van Lem era anche stato il responsabile delle esecuzioni di amici e figliocci del capo della polizia di Saigon, Nguyen Ngoc Loan. Nguyen Ngoc Loan era l'uomo con la pistola. Un generale di 37 anni, ex pilota, compagno di università del primo ministro del Sud-Vietnam. Finirà per sostenere che Nguyen Van Lem aveva ucciso la famiglia di uno dei suoi ufficiali, cosa che corrisponde effettivamente al ritratto eseguito dall’Australiano. Non conosceremo mai la verità, ma ciò che è sicuro è che il generale, armato di una .38 S&W, ha sparato senza esitare.

La scena è stata immortalata da diversi reporter di guerra. Molti dicono che Nguyen Ngoc Loan non avrebbe mai ucciso questo membro del Vietcong se le circostanze fossero state diverse. I video registrati dal cameraman Vo Suu per il canale americano NBC possono oggi essere visionate su YouTube. Vi si vede Nguyen Van Lem collassare nella parte destra della strada e il sangue sgorgare dalla sua testa. Nguyen Ngoc Loan rimette la sua pistola nella custodia e se ne va.

Il fotografo rimpiange di aver scattato questa foto

Tuttavia, la foto scatta da Eddie Adams ebbe un impatto di gran lunga maggiore delle immagini trasmesse in televisione. L'americano, all'epoca 34enne, era in missione per l'agenzia di stampa Associated Press (AP). Era un professionista esperto. Pensava di dover semplicemente fotografare un interrogatorio in strada. «All'epoca non era insolito che si interrogassero i prigionieri puntandogli una pistola alla testa», racconterà in seguito Eddie Adams. Sfortunatamente fu testimone di una scena completamente diversa.

È l'autore di una delle foto di guerra più famose della storia: il fotogiornalista americano Eddie Adams (1933-2004).
(c) EPA

Nei giorni seguenti, la foto fece scalpore su tutti i maggiori giornali americani e su numerose pubblicazioni straniere. Si vede innanzitutto il generale, il suo braccio, la pistola, poi il corpo di Nguyen Van Lem che giace in terra L'occhio sinistro ancora aperto. Guardando questa foto, molti sentirono rafforzata la propria idea che gli Stati Uniti stessero sostenendo le persone sbagliate in Vietnam. La politica americana divenne quindi sempre più difensiva.

Lo scatto vinse il World Press Photo e Eddie Adams ricevette il premio Pulitzer, il riconoscimento più prestigioso cui un giornalista possa aspirare negli Stati Uniti. Inoltre, la rivista «Time» inserì la sua foto nella lista delle 100 foto più importanti di tutti i tempi. In seguito, tuttavia, Eddie Adams non smetterà di ripetere quanto si sia pentito di avere scattato quella foto. Secondo lui l'immagine, estrapolata dal contesto, non mostra che una parte della verità. «Il generale uccise il Vietcong. Ed io ho ucciso il generale con la mia macchina fotografica.»

Alla fine della guerra, il generale si stabilì negli Stati Uniti

Talvolta gli capitava di porre la domanda: «Cosa avreste fatto se vi foste trovati nei panni del generale? In quel luogo e in quel momento? In quel clima? Avreste arrestato questo presunto criminale, accusato di aver abbattuto uno, due o tre soldati americani?» Questa domanda lo ha tormentato fino alla sua morte nel 2004.

Anche Nguyen Ngoc Loan divenne famoso. Il cameraman dell'epoca raccontò che, subito dopo l'esecuzione, l'uomo si rivolse ai giornalisti dicendo: «Questa gente uccide tanti dei nostri. Penso che Buddha mi perdonerà.» In alcune foto pubblicate poco tempo dopo, lo si vede mentre beve una birra, fuma e ride. Tre mesi dopo, fu gravemente ferito e gli fu amputata una gamba.

Dopo la ritirata delle truppe americane da Saigon nel 1975, il generale e la sua famiglia si trasferirono negli Stati Uniti. Alcuni chiesero che fosse condotto davanti alla giustizia per crimini di guerra, ma non accadde mai. L'uomo aprì una pizzeria nello stato americano della Virginia, ma fu costretto a chiuderla tempo dopo quando il suo passato tornò a galla. Morì di cancro nel 1998, all'età di 67 anni.

A Saigon, l'attuale città di Hô-Chi-Minh, non c'è più nulla a ricordare il passato. La strada dove si svolse la tragica scena, Ly Thai To, nel 10° distretto, è ormai invasa dai ciclomotori. Non c'è alcuna forma di commemorazione sul posto. Al museo delle vestigia di guerra della città, la foto di Eddie Adams è nascosta all'interno di una vetrina – in mezzo a molte altre, che ricordano quel momento oscuro della storia del paese.

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