Mottarone, Michael Meier: «Mai visti altrove quei ganci»

SwissTXT / pab

2.6.2021

The clamp that was supposedly placed on the second emergency brake was eventually found as search for evidence continues in the wreckage of a cable car after it collapsed near the summit of the Stresa-Mottarone line in the Piedmont region, northern Italy, Wednesday, May 26, 202. Police have made three arrests in the cable car disaster that killed 14 people after an investigation showed a clamp, placed on the brake as a patchwork repair effort, prevented the brake from engaging after the lead cable snapped. (AP Photo/Luca Bruno)
Il secondo forchettone, trovato vicino alla cabina nro 3 caduta.
KEYSTONE

Il nome di Michael Meier è balzato agli onori della cronaca ieri, martedì. È infatti stato lo svizzero di Basilea, che da anni vive in Ticino, a rendersi conto che l'uso dei forchettoni per bloccare i freni di emergenza sulla funivia del Mottarone sarebbe stato un espediente a cui i gestori dell'impianto sono ricorsi anche in passato, anche con passeggeri a bordo.

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2.6.2021

A testimoniarlo ci sono i suoi filmati, consegnati alla Procura di Verbania, girati sul Mottarone tra il 2014 e il 2018: già nelle prime immagini è chiaro che l'utilizzo di ganci anti-bloccaggio - il cui utilizzo è vietato in Svizzera - era una pratica in uso.

Una scoperta che ha scioccato lo stesso appassionato quando ha letto della tragedia che è costata la vita a 14 persone: «Ho riguardato il mio archivio e ho visto che i ganci c'erano anche nel 2014». Meier dice di non averli mai visti da nessun'altra parte nel mondo.

Le immagini, come riporta la RSI, mostrano chiaramente come i primi ganci sono di colore grigio e quelli successivi rossi, così come sono identificabili le persone a bordo della cabina. Ma non solo: i forchettoni inseriti sono presenti anche su una foto pubblicitaria scattata recentemente, come si può trovare con una semplice ricerca online. Qui i passeggeri indossano già le mascherine.

Intanto altre notizie arrivano da Verbania: l'impiego massiccio dei «forchettoni» potrebbe avere scaricato una tensione eccessiva sulla fune e, quindi, la rottura all'altezza dell'attacco del carrello.

È una delle ipotesi al vaglio dei consulenti della Procura di Verbania. Lunedì è prevista una seconda ispezione, mentre proseguono le audizioni dei dipendenti della funivia. Attesi nell'inchiesta nuovi indagati.