Di nuovo in tribunale

L'ex di Lisa-Marie Presley chiede altro denaro per il mantenimento dei figli

Covermedia

3.8.2021 - 13:10

Lisa Marie Presley

Michael Lockwood pretende una parte dei proventi ricavati da Graceland, merchandising, canzoni e fondi fiduciari del defunto Elvis.

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3.8.2021 - 13:10

Dopo l’amaro divorzio che l’ha vista protagonista, Lisa-Marie Presley torna in tribunale. A trascinarla davanti al giudice è ancora l’ex Michael Lockwood, che pretende altro denaro per il mantenimento dei figli.

Secondo Lockwood, la coppia ha ostentato uno stile di vita sopra le righe durante il matrimonio, grazie ai soldi provenienti dai fondi fiduciari e dalle aziende connesse ad Elvis Presley, di cui Lisa è l’unica erede e beneficiaria. Per questo è deciso a trarre vantaggio dall'essere un padre ricco.

«La Presley ha un reddito significativo ai fini del calcolo del mantenimento dei figli, grazie ai ricavati derivanti dai suoi trust e dalle risorse significative tra cui la sua azienda di famiglia», si legge nel documento ottenuto da The Blast.

«Il padre della Presley era Elvis Presley, un intrattenitore di fama mondiale e una delle persone di maggior successo nella storia dello spettacolo. La Presley è l'unica erede di Elvis e come tale è proprietaria di Graceland e ha interessi nelle registrazioni, nelle canzoni, nei diritti sul merchandising di Elvis, e sui diritti delle biografie».

Nella richiesta inoltrata in tribunale, Lockwood pretende di essere pagato in base al reddito annuo della tenuta di Elvis, precisando che se l'importo è di 20 milioni di dollari (16,80 milioni di euro) all'anno, dovrebbero spettargli oltre 61.000 dollari (51mila euro) al mese.

«Le spese mensili della coppia (che non ha mai lavorato) erano in media di 100.000 dollari al mese (84mila euro). Ricevevano fondi dall'azienda di famiglia della Presley (direttamente o tramite pagamenti effettuati per conto delle parti) e dai trust della Presley, nonché da regali di famiglia. Questo ha permesso loro di mantenere uno stile di vita stravagante».

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