Sulle tracce dei migranti della rotta balcanica

ANSA

6.8.2020 - 18:17

In No Borders di Caputo un fenomeno superiore agli sbarchi

ROMA, 06 AGO – Non ci sono solo gli sbarchi a Lampedusa ripresi dai media di tutto il mondo, i veri migranti invisibili sono quelli della rotta balcanica che nessuno fa vedere e che sono anche molti di più (5000 quelli accertati nel 2019). Un fenomeno in piena crescita che ha fatto dire al presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso dell'audizione al Comitato parlamentare Schengen, che la «situazione è ormai ingestibile» con 1000 ingressi nel solo mese di maggio. Ora su questa fuga nei boschi verso l'Europa c'è un docu-film in post-produzione dal tocco poetico, 'No borders. Flusso di coscienza' di Mauro Caputo.

Cosa racconta quest'opera piena di umanità verso migranti che vengono da lontano, Pakistan, Siria, Iran, Algeria, Tunisia,

Nepal e Bangladesh? Racconta del loro lunghissimo viaggio sulla rotta dei Balcani che si arresta appunto nei 242 km di confine Italia-Slovenia, dove centinaia di persone, ogni giorno, entrano in Italia non prima di essersi liberate da ogni traccia di identità che potrebbe essere oggetto di respingimento. Abbandonano così anche le loro medicine e ogni documento rilasciato nei centri accoglienza dove sono stati ospitati, portandosi solo un piccolo zainetto con lo stretto necessario.

«In realtà da noi stanno pochissimo – dice il regista all'ANSA – cercano di raggiungere Francia, Germania e Spagna che sono in genere le loro mete. Da qui – aggiunge Caputo – i dati sottostimati del loro afflusso. La stessa polizia non ha troppo interesse a fermarli, a controllarli più di tanto, perché sa che da noi sono solo di passaggio». (ANSA).

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