Prima discesa sul Lauberhorn

Odermatt: «Non sento nessuna pressione, posso solo divertirmi e imparare»

Jörg Christen, Patrick Lämmle, la redazione

14.1.2022

Marco Odermatt 
Marco Odermatt 
KEYSTONE

Dopo aver vinto il Super G, oggi il nidvaldese gareggerà nella discesa del Lauberhorn per la prima volta in carriera. Il 24enne ha molto rispetto per l'impegnativo percorso e le sue aspettative sono limitate. Blue Sport lo ha incontrato. 

Jörg Christen, Patrick Lämmle, la redazione

14.1.2022

12.1.2022

Lo scorso fine settimana Marco Odermatt ha realizzato il suo sogno d'infanzia vincendo lo slalom gigante ad Adelboden. Ieri, ha stupito, una volta ancora, stracciando la concorrenza nel Super G, lasciandosi alla spalle anche il grande Kilde con un distacco abissale di 23 centesimi.

Le aspettative verso il leader di Coppa del Mondo generale sono enormi anche in discesa. Odermatt stesso, smorza i facili entusiasmi  e rimane come sempre modesto nella conversazione con noi di blue Sport. Con il suo solito bel sorriso sul viso ci dice che «qui è più probabile che chiamino Beat Feuz invece di Marco Odermatt».

Infatti, il 24enne gareggerà in discesa sulla pista di Wengen per la prima volta. Ha avuto molte nuove sensazioni nella corso della prima sessione di allenamento «e il paesaggio con le montagne mi è molto, molto familiare».

Conosceva già la pista vista diverse volte in televisione, ma sul posto tutto è «completamente diverso», ci dice Odermatt che ammette: "Qua e là ero ancora un po' sopraffatto».

Odermatt non sente la pressione

Il nidvaldese è tuttavia sereno e rilassato per la gara: «Non ho nessuna pressione qui e posso semplicemente godermela. Questa è una settimana per imparare molto e non per vincere a tutti i costi».

Il suo sogno da bambino era di vincere ad Adelboden, e ce l'ha fatta. «Al Lauberhorn non ho mai pensato anche perché con i miei genitori non sono mai venuto a vedere le gare. Andavamo invece a vedere quelle di Adelboden».  

Una pista speciale

Il Lauberhorn è comunque una gara speciale, e anche Marco Odermatt lo sa. «Il percorso di gara è diverso da tutti gli altri, ci sono quasi venti secondi di scivolamento senza curve, poi ci sono le curve lunghe, dove è imperativo trovare il giusto tempo e la traiettoria ideale». 

Alla 92a edizione della discesa sul Lauberhorn avranno accesso solo persone vaccinate, guarite o con un test covid negativo.