Diregenza e giocatori stanno con l'allenatore Giampaolo

bfi

30.9.2019

Marco Giampaolo, allenatore del Milan
Getty Images

Travolto in casa dalla Fiorentina il Milan deve subire l'ira dei tifosi. La formazione di Marco Giampaolo ha finora raccolto 6 punti in 6 gare. 

Se i cugini dell'Inter viaggiano a gonfie vele  - 18 punti dopo 6 giornate di campionato il che equivale al primo posto in classifica di Serie A  - la formazione diretta da Marco Giampaolo non ha certo iniziato la stagione nel migliore dei modi: 6 punti in 6 partite e 16esimo posto in classifica.

Milan-Fiorentina: 1-3

Domenica al San Siro è andata in scena l'ultima tragica e sonora sconfitta, per mano della Fiorentina - nona con otto punti - che è andata a segno con Pulgar su rigore, Catrovilli e infine Ribéry. 

Sul fronte rossonero va annotata la parata di Donnarumma sul secondo rigore concesso ai viola, la rete di Leao al 80esimo e l'espulsione di Musacchio al 55esimo. 

Tifosi milanisti lasciano lo stadio prima della fine dell'incontro
Getty Images

La quarta sconfitta in sei partite, la terza consecutiva, ha scatenato la rabbia dei tifosi rossoneri.

18 scudetti vinti, sette Champions League e tre Coppa Intercontinentali hanno generato generazioni di tifosi abituati a vedere la propria squadra sul tetto d'Italia, d'Europa e del Mondo. L'ultimo successo risale al 2011, quando guidati da Allegri i rossoneri vinsero l'ultimo scudetto. Da allora  i supporters del Milan hanno da tempo dovuto accontentarsi a ben altri risultati.

«Questa società non ci merita»

Nonostante il mercato estivo facesse presagire un posto non certo da protagonisti, il claudicante inizio di campionato e la pesante sconfitta subita ieri in casa ha fatto imbestialire anche i tifosi più moderati.

I fischi, i cori e gli insulti non hanno risparmiato nessuno. Oltre all'allenatore Giampaolo e i giocatori sotto le critiche dei tifosi è finita anche la dirigenza; nemmeno la storia e i galloni stanno mettendo Paolo Maldini al sicura dalle critiche, la stessa cosa vale per Boban. 

«Giampaolo non si tocca» 

I due dirigenti hanno fatto sapere che Giampaolo non si tocca, un messaggio chiaro.

Il capitano del Milan Alessio Romagnoli cerca di calmare le acque e si mette dalla parte del mister: «In questi casi non c’è molto da dire perché l’unica cosa che serve è stare insieme. È chiaro che dobbiamo migliorare ma il gruppo non deve mollare mai. Oggi non siamo stati squadra, sembrava che ognuno giocasse per i cavoli suoi. Non so perché, ne parleremo in settimana. Il mister? Siamo con lui fino alla morte».

«Non è il Milan di Sacchi»

Alessandro Costacurta, ex bandiera del Milan e oggi opinionista televisivo, ricorda come la squadra di oggi non può certo annoverare i  campioni del passato: «Il paragone con Sacchi e quel Milan, poi, non esiste: c’erano tanti campioni, Van Basten e Gullit... oggi chi c’è?».

«Giampaolo? Io lo terrei, ma ad oggi non si vede nulla», ha aggiunto il vincitore di sette scudetti e cinque Champions League con la maglia del Milan. 

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