Ma quale crisi

Aumentati i profitti per gli agenti del calcio

bfi

17.12.2021

Il super-agente Mino Raiola
Il super-agente Mino Raiola
KEYSTONE

Secondo il rapporto della FIFA gli agenti hanno guadagnato oltre 3 miliardi negli ultimi 10 anni. Nuove riforme sulla trasparenza e su un tetto salariale in vista, ma gli agenti più potenti si oppongono. 

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17.12.2021

Mentre la Fifa si prepara a lanciare un nuovo regolamento sugli agenti dei calciatori - che dovrebbe entrare in vigore nel 2022 - i loro maggiori esponenti si oppongono.

E non c'è da stupirsene.

Gli agenti non conoscono crisi

Secondo l'ultimo rapporto della stessa FIFA il reddito degli agenti è salito a 452,16 milioni di euro nel 2021, frutto di 17'945 trasferimenti di giocatori professionisti nel sistema di gestione dei trasferimenti della FIFA.

I club europei hanno partecipato per il 95,8% dei 452 milioni di euro spesi in commissioni per gli agenti, con i club inglesi in testa alla spesa con 117,96 milioni, seguiti da Germania (74,77 milioni), Italia (65 milioni), Spagna (30,8 milioni), Francia e Portogallo (26 milioni ciascuno). Dati questi contenuti nello studio pubblicato dalla FIFA il 15 dicembre.

Mentre la spesa totale di trasferimento dei club è scesa per il secondo anno consecutivo, del 13,9% rispetto al 2020, le commissioni degli agenti sono aumentate invece dello 0,7%. Più di 3,1 miliardi di euro sono stati spesi per gli agenti negli ultimi dieci anni.

Calcio femminile, nuove opportunità 

Anche i trasferimenti nel calcio femminile hanno visto un maggiore coinvolgimento da parte degli agenti, con 70 accordi conclusi che significa un aumento del 12,9% rispetto al 2020.

Riforma del sistema di trasferimento

Dal 2017 la FIFA sta lavorando per rendere il sistema dei trasferimenti più equo e trasparente. I nuovi piani comportano la limitazione delle commissioni degli agenti e la loro gestione attraverso una «camera di compensazione».

L'opposizione dei potenti

Le nuove regole sugli agenti entreranno in vigore nel 2022, anche se i cosiddetti super-agenti, come Mino Raiola, Jonathan Barnett e Pedro Bravo hanno espresso la loro opposizione.