Fine caso Djokovic

«Djoko lascia come icona tossica del movimento no vax» - «Più grande disgrazia nella storia dello sport»

bfi

17.1.2022

Novak Djokovic prepares to take his seat on a plane to Belgrade, in Dubai, United Arab Emirates, Monday, Jan. 17, 2022. Djokovic was deported from Australia on Sunday after losing a bid to stay in the country to defend his Australian Open title despite not being vaccinated against COVID-19.(AP Photo/Darko Bandic)
Novak Djokovic fotografato sul volo che da Dubai lo ha riportato a Belgrado.
KEYSTONE

Dopo giorni infiniti di tira e molla la Corte federale australiana ha deciso per il definitivo ritiro del visto al numero 1. Se il presidente serbo parla di «tortura», Morrison guarda avanti. Questi i commenti nei media. 

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17.1.2022

Il presidente serbo Vucic: «Djokovic torturato per 10 giorni»

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Dopo la decisione della Corte federale australiana di non accogliere il ricorso del tennista anche il Presidente serbo interviene in merito.

17.01.2022

Secondo la legge sull’immigrazione, a Novak Djokovic ora non può essere concesso un altro visto per i prossimi tre anni a meno che non siano accettate ragioni impellenti.

«Non ho intenzione di precondizionare nulla di tutto ciò o dire nulla che non consenta al ministro di effettuare le decisioni che deve prendere - queste le parole del primo ministro australiano Morrison alla radio 2GB -. l’espulsione vale per tre anni, ma c’è l’opportunità che si torni a considerare il caso, e questo avverrà a tempo debito».

Australia

The Age: «Novak Djokovic è venuto in Australia con l'obiettivo di diventare il più grande giocatore nella storia del tennis. Ora invece lascia il paese come straniero indesiderato e icona tossica del movimento anti-vaccino».

Herald Sun: «Il capo dell'Australian Open, Craig Iley, pensava di aver trovato una scappatoia nei regolamenti per l'entrata in Australia. Invece ha esposto un'intera nazione al ridicolo e ora dovrebbe fare un'uscita altrettanto grande».

Daily Mail: «Il caso Djokovic ha scatenato molto di più di quanto molti avessero immaginato. Con questo verdetto, i diritti umani vengono messi in subbuglio e improvvisamente chiunque abbia opinioni politiche indesiderate deve temere di essere espulso dal paese».

Serbia e Croazia

Kurir: «Il tribunale ha deciso: Deportazione per Novak! La più grande disgrazia nella storia dello sport è avvenuta a Melbourne! Vergognati, Australia! (...) La legge ha perso, la politica ha vinto».

Alo: «Una vergogna che non si è mai vista! Djokovic viene espulso, non giocherà agli Australian Open».

Informer: «Scioccato come non mai! Deluso ‹Nole› ha parlato dopo la sconfitta sul campo. Non fa mistero del suo dolore».

24Sata: «Djoxit dopo tutto! Novak viene espulso».

Svizzera

Blick: «Djokovic deve ora riprendersi dallo sforzo. Una volta che avrà fatto un respiro profondo, sarà di nuovo il favorito in ogni torneo. A condizione, naturalmente, che gli sia permesso di entrare nel rispettivo paese».

Tagesanzeiger: «Il verdetto unanime dei tre giudici, arrivato poche ore prima del primo scambio agli Australian Open 2022, è l'unico corretto, nonostante tutti i percorsi tortuosi che vi hanno portato. Djokovic aveva voluto forzare la sua partecipazione agli Australian Open grazie al suo status di VIP, mentre la pandemia ha parzialmente paralizzato l'Australia nonostante tutte le misure precauzionali, alcune delle quali drastiche».

NZZ: «La maggior parte degli australiani è semplicemente stufa dell'intera faccenda. Secondo recenti sondaggi, più di due terzi di loro volevano l'espulsione di Djokovic. Spingersi avanti e guadagnare un vantaggio sugli altri è considerato riprovevole nel paese, anche quando si fa shopping o alla fermata dell'autobus. Una superstar che cerca di ottenere un'esenzione ricorrendo ad espedienti legali proprio non piace - anche se è il miglior tennista del mondo».

Internazionale

Süddeutsche (Germania): «Ha fatto il lungo viaggio all'altro capo del mondo invano. Disfatto, senza un trofeo nel suo bagaglio, Novak Djokovic deve riprendere il volo verso casa. Proprio così, sigillato e deciso dalla seconda corte più alta dell'Australia, anche se alla fine la partenza di Djokovic non era certo una questione di legge e regole - ma di politica».

The Sun (Regno Unito): «Djokovic non solo ha perso la possibilità di difendere il suo titolo agli Australian Open, ma dovrà ora affrontare un divieto di tre anni per entrare in Australia per essere stato espulso. Dopo la spettacolare disputa sul visto, che ha tenuto il mondo intero sulle spine, il 34enne potrebbe non giocare mai più a Melbourne».

Ubitennis (Italia): «Ha prevalso la ragion di Stato, è stata una scelta politica, non si è nemmeno entrati in troppi dettagli sugli episodi. Ma, almeno secondo me, è stato giusto così. Un Paese, con il suo Governo, ha il diritto di proteggersi come crede meglio. Djokovic non ha avuto la sensibilità politica per capirlo e ha insistito nel tentare di rovesciare l’esito della partita compromessa fin da quando il suo visto è stato revocato la prima volta. Anche quando Voracova se ne è invece tornata a casa. Probabilmente perché lei non poteva permettersi le spese legali che adesso Novak è condannato a pagare».