Alcolici alla Migros: compiuto un nuovo passo

ns, ats

3.12.2021 - 20:40

Migros e alcol - una relazione complicata: la filiale Denner può venderne, la casa madre no, perlomeno per il momento.
Keystone

Gli oltre 2,2 milioni di membri della Federazione delle cooperative Migros (FCM) potranno decidere sulla questione della vendita di bevande alcoliche nei negozi del gigante arancione.

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3.12.2021 - 20:40

Lo hanno stabilito con ampie maggioranze (erano richiesti i due terzi dei voti) le amministrazioni e i comitati delle dieci cooperative regionali. La votazione si terrà il prossimo mese di giugno.

È quanto indica un comunicato diramato questa sera dal servizio comunicazione e media della FCM. Dopo il via libero alla vendita di alcolici da parte dell'assemblea dei delegati della FCM lo scorso 6 novembre, il voto di amministrazioni e comitati regionali, che andava tenuto entro la giornata odierna, costituisce la seconda tappa verso tale cambiamento.

Nelle cooperative in cui una maggioranza di almeno due terzi dei votanti vorrà eliminare il divieto di vendita di alcolici, birra, vino e alcol forti potrebbero essere inclusi nell'assortimento dei negozi dal 2023.

La decisione metterebbe fine a una lunga tradizione: dalla sua fondazione da parte di Gottlieb Duttweiler nel 1925, gli statuti della cooperativa stabiliscono che la vendita di alcolici è proibita.

Per la Croce Blu, che si batte contro la dipendenza dall'alcol, il cambiamento costituirebbe un «tradimento» dell'anima di Migros, come aveva indicato in vista del voto di inizio novembre. L'azienda rischia di perdere la sua reputazione di grande distributore socialmente responsabile, scriveva la Croce Blu.

Finora la vendita di alcolici è vietata nei negozi di Migros, che però ha aggirato il regolamento offrendo alcol e in alcuni casi prodotti di tabacco nelle sue filiali Denner e Migrolino, nel suo negozio internet leshop.ch, nelle stazioni di servizio Migrol e nei negozi partner VOI.

Già nel 1999, l'assemblea dei delegati aveva deciso che le bevande alcoliche potevano essere servite anche nei ristoranti dei club di golf e delle strutture ricreative della cooperativa.

Per il gruppo, le vendite di alcolici sarebbero lucrative: l'ex direttore finanziario Mario Bonorand contava su un aumento del fatturato compreso tra 1,5 e 2 miliardi di franchi se il divieto dell'alcol fosse revocato.

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