Mercati azionari

Borsa svizzera: chiude in forte rialzo, SMI +2,07% e nuovo record

hm, ats

16.12.2021 - 17:45

L'SMI non è mai salito così in alto.
L'SMI non è mai salito così in alto.
Keystone

Giovedì da incorniciare per la borsa svizzera, che nella seduta odierna ha segnato la migliore performance giornaliera dallo scorso marzo e la seconda più incisiva del 2021, salendo nel contempo a un livello record.

hm, ats

16.12.2021 - 17:45

L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 12'790,89 punti, in progressione del 2,07% rispetto a ieri, mentre il listino allargato SPI ha guadagnato l'1,71%, attestandosi a 16'274,37 punti.

La giornata è stata all'insegna della politica monetaria, con il mercato che si è trovato a digerire le decisioni di Federal Reserve, Banca centrale europea (Bce) e Banca nazionale svizzera (BNS). La più importante è stata la prima: l'istituto americano ha annunciato un'accelerazione del processo di riduzione degli acquisti di attivi e ha mostrato flessibilità sui tassi di interesse, pronosticando tre aumenti per il 2022. Un approccio che, stando agli analisti, dà sicurezza ai mercati e nel contempo testimonia di come l'economia Usa sia tornata in grado di reggersi da sola.

La Bce è apparsa per contro più cauta, annunciando solo il termine – a fine marzo – degli acquisti di attivi tramite il programma per l'emergenza pandemica Pepp; potrebbero però essere riattivati in caso di nuovo shock pandemico. La presidente Christine Lagarde ha anche detto di ritenere improbabile un aumento dei tassi nel corso dell'anno prossimo.

Completamente immobile è invece rimasta la BNS, che non ha cambiato rotta nemmeno di un grado. Pure la valutazione del franco ("tuttora elevata") è rimasta identica a tre mesi or sono: era l'unico punto in cui gli specialisti ipotizzavano una sorpresa.

Il quadro generale ormai ben chiarito ha favorito i corsi azionari in tutta Europa. In Svizzera l'SMI è così salito fino a un massimo giornaliero di 12'823,30 punti, segnando un nuovo massimo della sua storia e aggiornando il primato della settimana scorsa.

Si è messa in luce in particolare Novartis (+5,73% a 79,30 franchi), che ha beneficiato dell'annuncio di un programma di riacquisto di azioni per 15 miliardi di dollari. Hanno comunque trainato il listino anche gli altri due pesi massimi difensivi, Roche (+1,83% a 378,10 franchi) e, in misura minore, Nestlé (+1,34% a 127,12 franchi).

In più o meno forte progressione si sono mossi i valori particolarmente dipendenti dai cicli economici quali ABB (+3,01% a 34,54 franchi), Holcim (+0,76% a 45,16 franchi), Sika (+2,06% a 382,20 franchi) e Geberit (+0,61% a 731,40 franchi). Nel segmento del lusso ha invece arretrato Richemont (-0,55% a 136,75 franchi), mentre in ambito tecnologico Logitech (+1,78% a 76,56 franchi) ha approfittato del buon momento che sta vivendo il settore.

La prospettiva di un aumento dei tassi ha messo le ali ai bancari UBS (+1,94% a 16,55 franchi) e Credit Suisse (+2,12% a 8,88 franchi). Tutti con il segno più hanno terminato anche gli assicurativi Swiss Life (+1,61% a 556,60 franchi), Zurich (+1,01% a 391,20 franchi) e Swiss Re (+1,34% a 89,28 franchi). Nello stesso comparto finanziario non ha sfigurato Partners Group (+0,82% a 1481,50 franchi).

Nel mercato allargato sono state accolte con poco entusiasmo le novità presentate da Straumann (-4,55% a 1867,50 franchi) nel corso della giornata degli investitori. Va comunque detto che le aspettative erano assai elevate, per un titolo che quest'anno è salito di oltre l'80%.

hm, ats