In Svizzera

Orologeria svizzera si è ripresa meglio del previsto nel 2021

lp, ats

27.12.2021 - 10:10

L'orologeria svizzera si è ripresa meglio del previsto nel 2021
L'orologeria svizzera si è ripresa meglio del previsto nel 2021
Keystone

L'industria orologiera svizzera si è ripresa meglio del previsto quest'anno, dopo un 2020 caratterizzato dal calo delle esportazioni di un quarto rispetto all'anno precedente a causa della pandemia.

lp, ats

27.12.2021 - 10:10

Ma non tutte le aziende sono messe allo stesso modo, avverte il presidente della Federazione orologiera (FH) Jean-Daniel Pasche.

«Non ci aspettavamo un ritorno ai livelli del 2019 già quest'anno», ha affermato in un colloquio con l'agenzia Keystone-ATS. A «tirare la barca» sono gli Stati Uniti e la Cina, ripartita già nel 2020.

L'Impero di Mezzo contende perfino il posto di primo Paese di sbocco agli Stati Uniti, che a loro volta l'hanno strappato a Hong Kong alcuni anni fa. Anche se sulla via della ripresa, i grandi mercati europei (Regno Unito, Germania, Francia e Italia) sono ancora confrontati a un'evoluzione negativa su base biennale. Paesi Bassi, Russia e Australia si rivelano invece mercati dinamici.

Anche se gli effetti di base giocano un ruolo importante, Pasche si mostra soddisfatto. «La ripresa dimostra la resilienza del ramo e la sua capacità di ripartire». Ma attenzione: «non tutte le imprese vivono la stessa realtà», sottolinea il presidente di FH. In particolare vi è una polarizzazione tra l'alta gamma, che va bene, e l'entrata di gamma – ossia gli orologi con un prezzo inferiore ai 300 franchi – che non è ancora tornata ai livelli pre-crisi.

Esportazione: 20,4 miliardi

In ogni caso il valore delle esportazioni si mantiene bene: quest'anno dovrebbe avvicinarsi al record di 22,2 miliardi di franchi del 2014. Dopo undici mesi esso si attestava a 20,4 miliardi (+33,4% rispetto al 2020 e +2,1% rispetto al 2019), ma bisogna tenere in conto che dicembre è tradizionalmente più debole di novembre, con le ultime ordinazioni che entrano in tale mese.

Grazie alla ripresa delle esportazioni e al lavoro ridotto gli effettivi sono rimasti praticamente stabili a 57'491 (-0,1%) tra fine settembre 2020 e fine settembre 2021.

Per quanto concerne l'anno alle porte, «partiamo da una base positiva, ma con incertezze», afferma Pasche riferendosi sia al Covid-19 che a fattori geopolitici quali le tensioni tra USA e Cina, Russia e Ucraina e anche in Medio Oriente.

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