Seco: «Stupisce che la disoccupazione non aumenti»

hm, ats

7.12.2021 - 15:01

La Seco si aspettava più persone annunciate agli uffici regionali di collocamento.
Keystone

Il fatto che la disoccupazione in novembre non sia aumentata stupisce: lo afferma Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Segreteria di Stato dell'economia (Seco), che vede in atto una dinamica positiva.

hm, ats

7.12.2021 - 15:01

Nell'undicesimo mese dell'anno nelle regioni turistiche molti ristoranti e alberghi chiudono e sui cantieri dell'edilizia il lavoro diminuisce, complice il tempo freddo e piovoso. Fattori che normalmente fanno aumentare la disoccupazione, cosa che però quest'anno non è avvenuta. Al contrario i senza lavoro sono scesi (meno 500 circa a 116'000), il tasso è rimasto stabile (2,5%), ma la quota spurgata dagli effetti stagionali è addirittura scesa, passando dal 2,7% al 2,5%.

«Questo è assai eccezionale», ha commentato Zürcher in una teleconferenza. C'è sì stato un aumento dei disoccupati nei settori della ristorazione e della costruzione, nonché nei cantoni turistici dei Grigioni, del Ticino e del Vallese: «tuttavia, questo non ha invertito la tendenza generale».

Secondo Zürcher il trend è infatti di ripresa del mercato del lavoro dalla crisi Covid, che sta durando ormai da mesi. I massimi di gennaio (tasso di disoccupazione 3,7%) appaiono lontani: allora vi erano quasi 170'000 disoccupati, 53'000 in più che nel mese scorso: «si tratta della flessione più forte degli ultimi 20 anni», osserva il dirigente della Seco.

I dati non mostrano alcun effetto dell'ultima ondata pandemica. Al contrario, secondo Zürcher il mercato del lavoro sta mostrando «una dinamica notevolmente robusta». Vengono creati nuovi impieghi e i dipendenti sono pronti a cambiare di datore di lavoro. Anche il numero dei posti vacanti rimane elevato, superiore a 50'000.

Tutto questo succede mentre lo strumento del lavoro ridotto viene usato sempre meno spesso. A questo proposito il settore più colpito risulta ormai essere quello dei trasporti (4,5% dei dipendenti in disoccupazione parziale), per via soprattutto dei problemi dell'aviazione. La ristorazione, che finora primeggiava, è scesa al 3,7%. Un lieve aumento si registra peraltro ultimamente nell'industria: è una conseguenza dei problemi delle catene di approvvigionamento.

hm, ats