Le tensioni città-campagna son vere soprattutto per i grandi poli 

hl, ats

13.12.2021 - 10:48

I brunch del Primo agosto sono un'occasione di contatto tra città e campagna da anni. (Immagine d'archivio del 2004)
Keystone

Mentre l'UDC sostiene che la gestione «dannosa» delle città da parte della sinistra sta aumentando il divario tra i loro abitanti e quelli della campagna, la cooperativa agricola Fenaco ha voluto indagare la questione.

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13.12.2021 - 10:48

Secondo un sondaggio commissionato all'istituto Sotomo il problema è reale, ma solo tra i grandi poli e il resto del paese.

L'indagine, intitolata «Monitor città-campagna», contempla tra l'altro una valutazione dei risultati delle votazioni dal 1981: il contrasto tra le grandi città e le zone rurali è palese, indica il direttore generale di Sotomo Michael Hermann, citato in un comunicato odierno di Fenaco.

Il divario è aumentato negli ultimi due anni, con i maggiori centri urbani messi in minoranza in undici votazioni. Al contrario, le zone rurali si sono trovate dalla parte dei perdenti solo una volta.

Per pochi una sfida

Per il sondaggio vero e proprio Sotomo ha interrogato 3000 persone nella Svizzera tedesca e romanda lo scorso mese di ottobre. I risultati sono considerati rappresentativi delle opinioni nelle due maggiori regioni linguistiche del Paese.

I due terzi dei partecipanti hanno indicato di considerare significativo il contrasto tra regioni urbane e rurali, ma solo un quarto ha giudicato la questione come una sfida per la Svizzera.

Ambivalenze

Lo studio rivela anche che la relazione tra città e campagna è «complicata e caratterizzata da ambivalenza»: gli abitanti delle prime aspirano alla campagna, mentre quelli di quest'ultima tacciano i centri di superficialità e arroganza. Solo l'8% della popolazione, secondo il sondaggio, ritiene di vivere in un comune molto rurale o molto urbano.

Anche tra la base dell'UDC, solo il 45% si schiera pienamente a favore delle zone rurali. Tra le metropoli e le campagne, ci sono piccole città e agglomerati. «È questa realtà intermedia che costituisce la 'normalità svizzera'», scrive Sotomo.

Coltivare gli scambi

Per colmare il divario, gli intervistati credono sia necessario un contatto diretto e immediato tra la città e la campagna. Così, il 92% è a favore dell'introduzione di visite in fattoria nel programma scolastico obbligatorio. Anche l'idea di organizzare «settimane scolastiche urbane» ha incontrato grande approvazione, sempre secondo il sondaggio.

Fenaco vuole partecipare a questa dinamica. Oggi ha annunciato che mette a disposizione dieci milioni di franchi per progetti che promuovono il dialogo tra la città e la campagna. Il denaro sarà affidato a una fondazione.

Questa azione della cooperativa agricola è resa possibile dall'utile record di 166,4 milioni di franchi realizzato nel 2020. Fenaco è di proprietà delle 174 cooperative Landi, che contano 43'000 membri, tra cui oltre 23'000 agricoltori.

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