Sostenitore di Trump

Il killer di Chicago aveva pianificato l'attacco

SDA

5.7.2022 - 21:54

L'autore dalla strage del 4 luglio alla periferia di Chicago aveva "premeditato da settimane" l'attacco, ma senza movente.
Keystone

L'autore dalla strage del 4 luglio alla periferia di Chicago aveva «premeditato da settimane» l'attacco, ma senza movente. Intanto sale a sette il bilancio delle vittime della sparatoria: una persona è morta in ospedale.

SDA

5.7.2022 - 21:54

A 24 ore dalla strage cominciano a emergere dettagli, incluso il profilo del killer, Robert E. Crimo III. Si tratta di un ventenne solo, frustrato ed emarginato, un rapper con la passione per le rime violente, e fan a tempo perso di Donald Trump.

La mattina della parata per il giorno per l'indipendenza il killer è salito sul tetto di un edificio che si trovava lungo il percorso usando una scala anti-incendio con un fucile ad alta capacità in mano e ha cominciato a sparare sulla folla ignara. Settanta colpi, ha precisato la polizia, che potevano uccidere molte più persone delle sei che ha freddato e le 38 che ha ferito.

Poi ha mollato la sua arma e si è mescolato alla folla indossando vestiti da donna, forse anche una parrucca, per mimetizzarsi e nascondere i tanti tatuaggi su viso e collo. Quindi Crimo è andato dritto a casa della madre e ha preso la sua Honda prima di essere fermato dalla polizia che sull'auto ha trovato un altro fucile.

Un attacco premeditato

Una sequenza di eventi molto ben studiati, che fanno pensare che l'attacco sia stato «premeditato da settimane», eppure senza un obiettivo preciso. Al momento, infatti, la polizia non ha trovato un movente ed ha escluso motivazioni religiose o razziste.

L'attacco casuale di uno squilibrato che ha spezzato la vita di sei persone con un'arma acquistata, ancora una volta, legalmente e facilmente. E che forse, ancora una volta, si poteva evitare.

Atteggiamenti violenti sui social

Analizzando i profili social emerge che Crimo, noto con il nick name di «Awake the rapper» (il rapper sveglio), aveva manifestato comportamenti violenti nonostante, come sempre in questi casi, la famiglia lo descriva banalmente come un ragazzo «tranquillo e solitario».

In uno dei video pubblicati dal killer, ed ora rimosso da Youtube assieme a tutti quelli che aveva postato, si vede un personaggio creato al computer in tenuta tattica e un fucile in mano puntato contro una persona inginocchiata, le mani alzate che implorano pietà.

In un altro c'è Crimo stesso con indosso un elmetto e un giubbotto anti-proiettile dentro l'aula di una scuola accanto ad una bandiera americana e una voce fuori campo che dice: «Ho bisogno di andarmene ora. È il mio destino. Tutto ha portato a questo; niente può fermarmi, nemmeno me stesso».

In un altro video il killer grida: «Libertà. Libertà. Libertà. Libertà? Libertà.» E ancora: «Odio quando gli altri ottengono più attenzione di me su Internet».

Un ammiratore di Trump

Poi c'è la passione per Trump. In un filmato Crimo aspetta un corteo presidenziale assieme ad altri sostenitori, in un altro partecipa ad un comizio dell'ex presidente a Chicago a settembre 2020 mascherato come il personaggio della celebre serie di libri per bambini «Dov'è Waldo». Mentre il 27 giugno del 2021 posta una foto di sé avvolto nella bandiera di Trump, «Make America Great Again».

Gli analisti non sono sicuri che tutti questi dettagli possano caratterizzare il killer del 4 luglio come un sostenitore tout court dell'ex presidente. Ma di certo era immerso in quella sottocultura che prolifera ai margini di Internet e di cui era imbevuto anche il killer di Uvalde, Salvador Ramos, e tanti altri stragisti prima di loro.

Così, per l'ennesima volta, l'America si ritrova a piangere le sue vittime con le bandiere a mezz'asta in una città, Highland Park, che ha vietato le armi d'assalto nove anni fa e in uno Stato, l'Illinois, che ha una delle leggi sulle armi più restrittiva degli Usa e uno dei tassi più bassi di diffusione delle armi d'assalto.

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