L'OMS critica la Cina e vuole nuove indagini sull'origine del Covid

SDA

30.3.2021 - 22:01

L'origine della pandemia resta un mistero e la Cina è tornata sul banco degli imputati. Ue, USA e altri Paesi ma soprattutto l'Oms la accusano di non aver condiviso tutti i dati con gli esperti internazionali, compromettendo la missione dello scorso gennaio a Wuhan.
Keystone

L'origine della pandemia resta un mistero e la Cina è tornata sul banco degli imputati. Unione Europea, Stati Uniti e altri Paesi, ma soprattutto l'OMS, la accusano di non aver condiviso tutti i dati con gli esperti internazionali, compromettendo la missione di gennaio a Wuhan.

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30.3.2021 - 22:01

Sullo sfondo di queste nuove accuse torna ad aleggiare l'ipotesi di una fuga del virus da un laboratorio, che non è stata affatto archiviata, anzi: la stessa Organizzazione mondiale della sanità (OMS), oggi, ha chiesto ulteriori indagini.

Il rapporto elaborato dagli esperti internazionali nominati dall'Oms e dalle loro controparti cinesi dopo la visita nel primo focolaio della pandemia, appena pubblicato, ha stimato come «molto probabile» che il Covid-19 sia passato dai pipistrelli all'uomo attraverso un animale intermedio. Ed «estremamente improbabile» che il virus sia fuggito da un laboratorio.

Il lavoro degli scienziati è stato «importante», ma si è limitato a classificare una serie di ipotesi in base al loro grado di attendibilità, senza fornire conclusioni definitive, ha tenuto a chiarire il direttore dell'agenzia Onu Tedros Adhanom Ghebreyesus in un briefing con gli Stati membri, ribadendo un concetto già espresso.

L'attacco alla Cina

Più inaspettato, invece, è stato l'attacco alla Cina. Il capo dell'Oms, accusato da alcuni nei mesi scorsi di sudditanza nei confronti di Pechino, si è detto «preoccupato» per il fatto che il team internazionale abbia avuto un difficile accesso ai dati grezzi durante la visita a Wuhan. Ed ha auspicato una condivisione dei dati «più tempestiva e completa».

A quel punto l'alto funzionario etiope ha riproposto la necessità di «ulteriori indagini» sull'ipotesi della «fuoriuscita del virus da un laboratorio», con «nuove missioni di esperti specializzati».

Di nuovo la fuga dal laboratorio, quindi, che è stata al centro delle tesi complottiste ma anche delle critiche dell'Occidente nei confronti della Cina. Per scarsa trasparenza e tempestività nella condivisione delle sue informazioni, dopo i primi casi di contagio. Allo stesso modo, gli Stati Uniti e 13 Paesi alleati hanno espresso «preoccupazione» per l'esito dell'indagine del team Oms a Wuhan ed hanno esortato la Cina a fornire «pieno accesso agli esperti».

Quanto all'Ue, pur giudicando il rapporto un «utile primo passo», ha anch'essa sollecitato «ulteriori indagini» e soprattutto «l'accesso a tutti i luoghi appropriati ed a tutti i dati disponibili».

La comunità internazionale prova a unire i suoi sforzi

In attesa comunque che si faccia piena luce sul Covid-19, la comunità internazionale prova ad unire i suoi sforzi per affrontare meglio le crisi future. Una ventina di leader mondiali, da Draghi a Merkel, da Macron a Johnson, hanno firmato un appello per un nuovo trattato per la preparazione e la risposta alle pandemie.

La proposta, lanciata dal presidente del Consiglio Ue Michel, dovrebbe essere discussa a maggio nell'assemblea generale dei 194 Stati membri dell'Oms. L'obiettivo, ha spiegato Tedros, è un approccio coordinato alle nuove crisi, perché «il Covid ha messo in luce le debolezze e le divisioni delle nostre società» ed ha aumentato le diseguaglianze tra i più ricchi ed i più poveri.

Tra i firmatari dell'appello, per la verità, mancano membri chiave del G20 come Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone, India e Brasile, ma l'Oms ha assicurato di aver ricevuto segnali positivi da Pechino e Washington.

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