In Svizzera

Nonostante la guerra, i turisti russi continuano ad arrivare a frotte

ats

18.9.2022 - 11:37

A group of Russian tourists and their guide enjoy the view from the Lindenhof, a historical site of the Roman castle on top of the Lindenhof hill, in the old town of Zurich, while sightseeing in Zurich, Switzerland, on November 1, 2014. In the background on the left, the tower of the Predigerkiche (the former blackfriars' abbey) and behind it the Swiss Federal Institute of Technology Zurich (ETH) can be seen. (KEYSTONE/Petra Orosz)

Eine Gruppe russischer Touristen und ihre Reisefuehrerin geniessen die Aussicht vom Lindenhof waehrenddem sie in Zuerich Sehenswuerdigkeiten besichtigen, aufgenommen am 1. November 2014 in Zuerich. Im Bildhintergrund links sind der Turm der Predigerkirche und dahinter das ETH Hauptgebaeude zu sehen. (KEYSTONE/Petra Orosz)
Immagine illustrativa/foto d'archivio.
KEYSTONE

Malgrado la guerra in Ucraina e le sanzioni i russi continuano ad arrivare a frotte in Svizzera: lo afferma la NZZ am Sonntag, che sulla base di dati interni di Svizzera Turismo indica a 61'200 il numero dei relativi pernottamenti fra gennaio e fine luglio.

ats

18.9.2022 - 11:37

La permanenza media negli hotel elvetici è di poco più di tre notti, più lunga di qualsiasi altro gruppo di turisti, scrive il domenicale.

Gli operatori del ramo stanno però prendendo le distanze da un mercato che un tempo veniva corteggiato: lo Switzerland Travel Centre, il più grande organizzatore di viaggi in Svizzera, non accetta più prenotazioni dal Paese di Vladimir Putin.

A quanto sembra però i russi più scaltri e, soprattutto, quelli più facoltosi riescono a fare ugualmente ferie nella Confederazione, sottolinea la testata zurighese.

Questo viene criticato soprattutto dai politici baltici, dell'Europa orientale e scandinavi. «Smettete di rilasciare visti turistici ai russi: visitare l'Europa è un privilegio, non un diritto umano», ha twittato un mese fa la prima ministra estone Kaja Kallas.

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