Venezia indifferente e irritata per il G20

SDA

9.7.2021 - 17:01

Troppe restrizioni di movimento?
Keystone

I blocchi delle forze dell'ordine attorno all'Arsenale, cuore del vertice, le calli sbarrate da cancellate d'acciaio, le barche ferme in Canal Grande appena arrivano i motoscafi dei «grandi».

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9.7.2021 - 17:01

La Venezia del commercio percepisce con un po' di irritazione le strette del G20, dopo quelle patite per il Covid.

In realtà, percorrendo il centro storico in direzione Arsenale, i presidi di sicurezza passerebbero quasi inosservati, se non fosse per il ronzio insistente di un elicottero in volo sopra la città. Il danno (per alcuni maggiore del guadagno d'immagine) sta nel fatto che si sia parlato così a lungo del G20 e delle ripercussioni sugli spostamenti a Venezia, con in più le ipotesi di possibili contestazioni violente. Un tam tam sufficiente a dissuadere più di un turista dal programmare un fine settimana in laguna.

È così che, per lo più, i commercianti e i residenti di via Garibaldi, la calle più ampia e densa di negozi vicina all'Arsenale, leggono oggi le cause di un calo di presenze. «Fino a mercoledì scorso – dice il gestore di un'attività – una certa riaccensione di viaggiatori c'era; da ieri però stranieri non se ne vedono. Per chi non conosce Venezia, il solo fatto di sapere che vi sono aree dove il transito è vietato, o che vi sono fermate dei vaporetti sospese, è sufficiente a far rinviare il viaggio».

La testimonianza del direttore di un piccolo cantiere edile

Il direttore di un piccolo cantiere edile, che segue la ristrutturazione di un locale sulla stessa via, è appoggiato al muro con le braccia incrociate. «Da ieri – spiega – non si va avanti, perché la barca che dovrebbe portare il materiale edile che ci serve non può attraccare. Il primo punto utile è troppo lontano per trasportare la merce, voluminosa e pesante. Per fortuna domani è sabato, e lunedì il G20 sarà finito. Di cosa hanno paura...- scherza – che un terrorista si nasconda dentro un sacco di cemento?».

Il sestiere di Castello è fra quelli che conservano una nervatura ancora popolare. Decentrato rispetto a San Marco, beneficiato dai grandi eventi solo in occasione delle edizioni della Biennale, i cui padiglioni sono vicini.

La percezione più diffusa tra i residenti è quella di un mega evento, il G20, che «alimenta lo spreco», con investimenti in personale, strutture e tecnologie di sicurezza in favore di una comunità, i «grandi» dell'economia, che non bada a spese; mentre qui, in via Garibaldi, i negozianti di arrovellano con affitti, costi di gestione e le tasse di sempre.

Ministri e governatori, si dice, saranno grandi esperti di economia, ma difficilmente «così potenti da costringere Amazon a pagare le tasse». «Da qui alla riva – sottolinea un altro esercente – 10 anni fa c'erano 16 negozi, questo era un centro commerciale all'aperto. Adesso ci sono 16 bar. Finché resistono».

C'è anche chi assolve il G20

C'è anche però chi assolve il G20. «Non ho visto grandi differenze di incassi rispetto a qualche giorno fa – dice la titolare di un negozio di abbigliamento – e mi pare che la circostanza sia molto contenuta nel tempo per poter attribuire al G20 problemi del nostro settore, che hanno cause più profonde.

E non è detto che alcune fra le persone che entrate oggi da me a comprare qualcosa, non siano i familiari arrivati con le delegazioni ospiti del convegno».

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