Clima COP 27, manca un'intesa sugli aiuti ai Paesi vulnerabili 

SDA / Red

18.11.2022 - 09:06

Una nuova bozza di documento finale della Cop27 di Sharm el-Sheikh, diffusa nella notte tra giovedì e venerdì alle 3.30, ha un paragrafo che riconosce la gravità delle perdite e dei danni causati dal riscaldamento globale nei Paesi più vulnerabili, ma lascia in bianco lo spazio per gli strumenti di ristoro (il fondo chiesto dai Paesi meno sviluppati).

Sameh Shoukry, presidenze della COP27, al centro, parla durante la sessione finale il 17 novembre.
Sameh Shoukry, presidenze della COP27, al centro, parla durante la sessione finale il 17 novembre.
KEYSTONE/AP Photo/Nariman El-Mofty

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18.11.2022 - 09:06

La bozza ribadisce gli obiettivi della Cop26 di Glasgow di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, di ridurre le emissioni di CO2 del 45% al 2030 rispetto al 2010 e di arrivare a zero emissioni nette intorno alla metà del secolo.

Ad Antonio Guterres, il segretario generale dell'Onu, piace usare le canzoni degli anni Ottanta per denunciare l'immobilismo dei paesi sulla crisi climatica. All'inizio della Cop27 di Sharm el-Sheikh, aveva citato gli AC/DC per definire la mancata azione sul clima «un'autostrada per l'inferno» («Highway to Hell»).

Alla fine della Cop, mentre la conferenza rischiava di non arrivare a nulla, ha tirato fuori Adam & the Ants e la loro «O la borsa o la vita» («Stand and Deliver»). Il messaggio implicito è «o tirate fuori soldi e impegni per combattere il riscaldamento globale, o moriamo tutti».

Disaccordi tra gli stati

A 24 ore dalla fine della conferenza Onu sul clima, non c'era accordo fra gli stati su quasi niente. Non c'era accordo sul modo di ristorare le perdite e i danni del cambiamento climatico nei paesi più poveri: questi ultimi, guidati dalla Cina, vogliono subito un fondo da hoc, pagato dai paesi più sviluppati. Usa e Ue si sono detti contrari, pensando che sia troppo oneroso e richieda troppo tempo, e puntavano invece ad aggiornare gli strumenti di aiuto esistenti.

La presidenza egiziana giovedì mattina ha diffuso un bozza di documento finale, che in realtà è solo una compilation delle proposte arrivate da tutti i paesi. Di concreto, sui tre temi indicati da Guterres, non c'era ancora nulla. I negoziati vanno avanti. Ma la conferenza dovrebbe chiudere venerdì. A questo punto, è anche possibile che si prolunghi a sabato. 

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