Proliferazione nucleare

La Corea del Nord lancia tre missili balistici

SDA

25.5.2022 - 09:41

Il lancio di un missile Hwasong-17 lo scorso mese di marzo.
Keystone

La Corea del Nord ha lanciato tre missili balistici verso il mar del Giappone, incluso un possibile intercontinentale.

SDA

25.5.2022 - 09:41

Il gesto interviene all'indomani della partenza del presidente degli Usa Joe Biden, impegnato nel suo primo viaggio in Asia di sostegno alla sicurezza degli alleati più stretti, Seul e Tokyo.

Il Comando di Stato maggiore congiunto sudcoreano ha riferito di aver rilevato i lanci dall'area di Sunan, alle porte di Pyongyang, rispettivamente intorno alle 6:37, 6:37 e 6:42 locali (tutti poco prima della mezzanotte in Svizzera), che fanno parte della 17esima dimostrazione di forza di Pyongyang dall'inizio dell'anno.

Si suppone che il primo dei tre vettori sia uno di tipo intercontinentale: ha volato per circa 360 chilometri (km) a un'altitudine massima di 540 km. I militari del Sud stanno valutando se si sia trattato di un nuovo modello, il Hwasong-17, che in passato ha dato risultati controversi. Il secondo, a corto raggio (Srbm), ha raggiunto un'altitudine di circa 20 km ed è «svanito», in quello che potrebbe essere il segnale di un fallimento. L'ultimo, infine, sempre a corto raggio, ha percorso circa 760 km con un apogeo di 60 km.

I lanci sono maturati dopo i timori secondo cui il Nord avrebbe potuto, durante la presenza di Biden in Estremo Oriente, condurre un test di missile balistico intercontinentale o uno nucleare per rafforzare la presa militare e l'unità nazionale in mezzo del focolaio di Covid-19 e dei problemi economici.

«Il lancio di missili balistici intercontinentali da parte del Nord è l'ennesimo caso di rottura della moratoria promessa da Pyongyang alla comunità internazionale, nonché la violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu e un grave atto provocatorio», ha osservato il Comando in una nota. «Il nostro esercito sta monitorando i movimenti correlati contro la possibilità di altre provocazioni da parte del Nord, mantenendo una posizione di piena prontezza per garantire una vittoria schiacciante in ogni momento», ha aggiunto.

Seul: «grave provocazione»

L'Ufficio del presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha condannato con forza i test di missili balistici effettuati dalla Corea del Nord, definiti «una grave provocazione al termine della riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale.

«I partecipanti hanno definito il lancio di missili una grave provocazione che viola le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, solleva tensioni nella penisola coreana e nel nordest asiatico e minaccia la pace internazionale, condannandolo con forza», si legge in una nota.

Il presidente Yoon ha ordinato «l'attuazione completa delle sanzioni internazionali contro la Corea del Nord, comprese le risoluzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza, basate sul coordinamento tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti e in stretta collaborazione con le nazioni interessate e la comunità internazionale».

Il lancio nordocreano è maturato solo pochi giorni dopo che Yoon e Biden hanno tenuto un vertice a Seul lo scorso fine settimana e a meno di un giorno dalla partenza dal Giappone di Biden, a conclusione della sua prima visita in Asia dall'insediamento alla Casa Bianca.

Sia Seul sia Washington hanno affermato che la Corea del Nord avrebbe potuto lanciare un missile balistico intercontinentale o testare un'arma nucleare durante (o subito dopo) la visita del presidente degli Stati Uniti nella regione. In tale contesto, Biden ha ribadito l'impegno di «deterrenza estesa» degli Stati Uniti a tutela dell'alleato nel suo incontro con Yoon, «utilizzando l'intera gamma delle capacità di difesa degli Stati Uniti, comprese le capacità di difesa nucleare, convenzionale e missilistica».

La «deterrenza estesa» è l'idea che gli Stati Uniti dispiegherebbero la loro intera gamma di risorse militari per difendere la Corea del Sud, in caso di emergenza.

Yoon e Biden hanno anche deciso di prendere in considerazione l'espansione delle esercitazioni militari combinate per scoraggiare le minacce nordcoreane, convenendo sull'impegno degli Stati Uniti a dispiegare risorse militari strategiche «in modo tempestivo e coordinato, se necessario».

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