Fumata nera al summit sovranista di Varsavia

SDA

4.12.2021 - 20:42

Il vertice si è svolto su invito di Jaroslaw Kaczynski, presidente del partito polacco al potere Diritto e Giustizia. (Immagine d'archivio del 2019)
Keystone

L'accordo tra i sovranisti di Identità e democrazia (ID), i partiti di destra raccolti nei Conservatori europei (Ecr) e Fidesz del premier ungherese Viktor Orban per creare un gruppo unico all'Europarlamento è per ora rinviato a data da destinarsi.

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4.12.2021 - 20:42

Se ne potrà riparlare più avanti, in vista delle prossime elezioni europee del 2024. Si conclude quindi con un nulla di fatto il vertice che ha avuto luogo oggi a Varsavia su invito di Jaroslaw Kaczynski, presidente del partito polacco al potere, Diritto e Giustizia (PiS) aderente all'Ecr.

Nella dichiarazione congiunta firmata a conclusione del summit, si fa riferimento ad una generica discussione su una più stretta cooperazione dei partiti conservatori al parlamento europeo (Pe). All'incontro hanno partecipato i leader di dodici partiti europei: da Orban alla candidata di estrema destra alle presidenziali francesi, Marine Le Pen, al capo del partito spagnolo Vox, Santiago Abascal, nonché i rappresentanti di formazioni di destra provenienti da Austria, Belgio, Finlandia, Paesi Bassi e Romania.

Meloni e Salvini assenti

I due leader politici italiani coinvolti inizialmente nel progetto – Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia/Ecr) e Matteo Salvini (Lega/ID) – hanno preferito non presentarsi all'appuntamento. Meloni nelle ultime settimane ha detto chiaramente di non credere nella nascita di un nuovo gruppo al Pe, opinione condivisa dalla stragrande maggioranza delle formazioni aderenti a Ecr.

Salvini, che ha invece sempre sostenuto l'idea, viste le premesse ha preferito cancellare l'appuntamento dal suo programma. Lasciando la scena a chi, come Orban e Le Pen, forse speravano ancora che a Varsavia potesse vedere la luce almeno un embrione di nuovo gruppo. E che comunque avevano bisogno di visibilità poiché entrambi in campagna elettorale.

Collaborazione blanda

In ogni caso i leader convenuti nella capitale polacca, come si legge nella dichiarazione resa nota al termine del summit, si sono limitati a discutere della possibilità di una «più stretta cooperazione dei rispettivi partiti al Parlamento europeo attraverso l'organizzazione di incontri congiunti e l'allineamento dei voti su temi comuni, come la protezione della sovranità degli Stati membri e la posizione sull'immigrazione illegale».

Durante il vertice si è discusso, inoltre, del futuro dell'Ue e delle possibili riforme della sua architettura istituzionale. «Un'Europa di nazioni libere ed uguali, legate da numerosi ambiti di cooperazione» da opporre ad un'Europa «governata da un'autoproclamata élite», recita il testo. Un'Europa che «rifiuta l'applicazione arbitraria del diritto dell'Unione, piegando o violando i trattati» e «l'ingegneria sociale, volta a creare una nuova nazione europea», come nel caso della «decisione della Commissione europea di rimuovere la parola 'Natale' dalla sfera pubblica». Nei prossimi mesi si terrà un nuovo incontro in Spagna, «in risposta al dibattito in corso sul futuro dell'Europa».

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