Su Lugano Airport prevale il rammarico, ma c'è chi non cede

SwissTXT / pab

23.4.2020 - 18:17

Per Avio Ticino l'aeroporto deve restare territoriale 
Ti-Press

La messa in liquidazione della Lugano Airport comunicata giovedì ha colto molti di sorpresa, viste le due votazioni popolari in programma.

Per il socialista luganese Raoul Ghisletta, uno dei promotori del referendum contro il credito cantonale, si tratta di un «fallimento politico-economico inevitabile».

Rimprovera ai partiti di destra di essersi ostinati a seguire una via insostenibile invece di accogliere le proposte contenute nei rapporti di minoranza (a livello comunale e cantonale) dell'autunno dell'anno scorso: «Ci hanno provato, in un tentativo che noi abbiamo sempre definito fallimentare. Non ci sono i numeri e hanno insistito per andare a chiedere soldi al Consiglio comunale di Lugano e al Gran Consiglio per rilanciare un progetto illusorio».

I sindacati chiedono garanzie per i lavoratori dello scalo

Rammarico e delusione li hanno espressi i sindacati UNIA e OCST che chiedono garanzie per la 70ina di lavoratori dello scalo. «Abbiamo già chiesto di mettere in atto tutte le risorse finanziarie – ha spiegato ai microfoni della RSI Lorenzo Jelmini –, ma anche umane, per inseguire l’unico obbiettivo che oggi rimane, ovvero quello di ricollocare tutti i collaboratori, o internamente presso le amministrazioni comunali e cantonali o in altre attività lavorative».

E garanzie per i lavoratori le chiedono anche i Verdi del Ticino che, con PS e MPS, erano stati pure promotori del referendum a livello cantonale.

«A questo punto bisogna essere anche realisti...»

Dalla parte di chi invece aveva sostenuto il messaggio, questa volta a livello comunale (con l'UDC), c'è il leghista Lukas Bernasconi che oggi, però, getta la spugna: «Vista la situazione che si sta creando con il coronavirus, e in particolare nel mondo dell’aviazione, a questo punto bisogna essere anche realisti riconoscendo che anche su un orizzonte temporale di medio termine le prospettive sono di estrema difficoltà».

Chi non intende mollare la presa è invece Roberta Passardi, fondatrice di Avio Ticino, un'associazione nata l'autunno scorso in difesa dell'aeroporto di Lugano: «Auspico che le trattative che verranno messe in atto con i privati tengano conto del fatto che si tratta di un aeroporto territoriale e non esclusivamente privato. Io lotterò su questo aspetto».

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