Misure coercitive Affidi, scuse degli evangelici riformati

SwissTxt / pab

12.11.2019

La CERT «rifletterà affinché situazioni analoghe non si ripetano»
La CERT «rifletterà affinché situazioni analoghe non si ripetano»
Source: ©Ti-Press/Reto Albertalli

La CERT chiede perdono alle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari.

La Chiesa evangelica riformata in Ticino (CERT) chiede «scusa e perdono» alle vittime delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari.

«Sono molto soddisfatto perché ci hanno messo tanto a pronunciare queste parole. Adesso l’hanno fatto e per me è una grande soddisfazione», ha affermato alla RSI Sergio Devecchi, che subì violenze nell'istituto evangelico al quale era stato affidato da bambino.

Esperienza dolorosa

Infatti, il Sinodo della CERT, tenutosi lo scorso 9 novembre, ha preso atto della sua testimonianza, che l’ha chiamata in causa direttamente. «Mi hanno invitato a una conferenza dove ho potuto raccontare la mia storia» – ha affermato – «Hanno capito che anche loro fanno parte di questa pagina buia della storia sociale svizzera».

La CERT, come sottolineato nella nota diffusa martedì, si impegnerà «a riflettere affinché situazioni analoghe non si ripetano e integrerà questa tematica dolorosa all’interno del proprio insegnamento affinché resti come parte della nostra memoria».

Un passo in più dopo le scuse

«Questa storia deve entrare nei libri scolastici e negli insegnamenti ecclesiastici» – ha continuato Devecchi – «Hanno capito che non basta scusarsi ma si deve anche fare un passo in avanti e prendersi la responsabilità di parlare con i giovani d’oggi di quello che è successo tanti anni fa».

La CERT, come sottolineato nella nota diffusa martedì, si impegnerà «a riflettere affinché situazioni analoghe non si ripetano e integrerà questa tematica dolorosa all’interno del proprio insegnamento affinché resti come parte della nostra memoria».

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