In fuga dalla guerra

Profughi ucraini accolti anche a Breno

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2.4.2022 - 21:23

Malcantone: veduta nucleo del paese di Breno © Ti-Press / Francesca Agosta
Veduta del nucleo del paese di Breno, in Malcantone.
archivio Ti-Press

I profughi ucraini in Ticino verranno accolti anche a Breno, in una struttura di proprietà del comune di Lugano, che si aggiungerà così ai centri di Aurigeno, Arzo e Airolo.

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2.4.2022 - 21:23

Breno tornerà così ad accogliere profughi, dopo averlo già fatto durante la Seconda guerra mondiale. La decisione, tuttavia, ha suscitato qualche malumore, poiché così facendo alcune classi di scuola elementare hanno dovuto rinunciare a trascorre la settimana verde presso questa struttura, come erano solite fare.

«Sì, qualcuno si è lamentato, ma la maggior parte dei genitori ha compreso il gesto di solidarietà. Rinunciare noi a poca cosa per dare qualcosa a chi ha perso tutto è un gesto importante», chiarisce il sindaco di Lugano Michele Foletti ai microfoni della RSI.

Con gli istituti scolastici, aggiunge Foletti, sono dunque stati studiati dei progetti alternativi: «Natura, geografia e conoscenza del territorio, come sarebbe stato a Breno, da riorganizzare in città, oltre a una gita in Alto Malcantone».

Bambini scolarizzati in Alto Malcantone

Lugano e Breno hanno deciso insieme che la struttura nell'Alto Malcantone è un luogo adatto per accogliere i profughi ucraini. Da lunedì si attendono all'incirca 30 persone che verranno accolti dalla protezione civile. I bambini verranno scolarizzati nell'Alto Malcantone.

Per il sindaco di Breno è un gesto che richiama quanto già fatto nel passato, durante la Seconda guerra mondiali appunto, quando si accolsero profughi polacchi.

«Popolazione informata»

La popolazione di Breno è stata informata a dovere, assicura il sindaco Giovanni Berardi, che spiega: «Ci tenevamo a comunicare questo arrivo per due motivi: da una parte ci sarà un certo impatto vedendo queste persone sul territorio, dall’altro per fare in modo che la popolazione sia pronta a interagire. Abbiamo già dei volontari che si sono messi a disposizione per proporre momenti di animazione o supporti di vario genero».

Sarà comunque il cantone a stabilire la durata del soggiorno, prima di stabilire ai profughi ucraini un alloggio definitivo.

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