Giustizia Coppia condannata per la rapina a San Pietro di Stabio

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15.11.2022 - 12:35

È stata condannata la coppia che nell’ottobre dell’anno scorso aveva rapinato un distributore di benzina di San Pietro di Stabio.

Nella foto gli agenti  della Polizia sul luogo della rapina, avvenuta nel 2021. 
Nella foto gli agenti della Polizia sul luogo della rapina, avvenuta nel 2021. 
© Ti-Press / Elia Bianchi

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15.11.2022 - 12:35

La Corte, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, ha concesso alla ragazza - una libanese di 23 anni finora incensurata - una seconda possibilità: ha riconosciuto il caso di rigore e non ha disposto l’espulsione.

La pena nei suoi confronti è di 18 mesi di carcere sospesi: la ragazza può quindi lasciare il carcere. Il procuratore pubblico Roberto Ruggeri, giova ricordare, per lei aveva chiesto 2 anni e 10 mesi (di cui almeno 14 da scontare) e l’allontanamento dal Paese, ricorda la RSI.

La Corte ha trovato preoccupante la propensione della ragazza a delinquere: aveva in mano tutte le possibilità per fare un passo indietro e invece si è lasciata convincere dal 35enne ticinese a commettere una rapina.

Le è stato però riconosciuto il ruolo marginale e il fatto di non aver mai puntato il taser contro nessuno.

Lui rimane in carcere

Nei confronti dell’uomo, ben noto alla giustizia per reati di spaccio e altre rapine, compiute o tentate, la Corte ha invece deciso per una pena detentiva di 6 anni e due mesi, a fronte di una richiesta di 7 anni.

Secondo il giudice all’uomo sono state concesse fin troppe possibilità e la preoccupazione è che lui non abbandonerà mai la brutta strada. Ha confessato quanto fatto ma ha dimostrato omertà verso certi delinquenti. E ha sminuito le sue azioni, definendole errori, quando invece sono reati e compiuti più volte, dopo aver già trascorso gran parte della sua vita in cella. 

Il giudice ha poi riconosciuto che non ci sono prove che la pistola usata durante la rapina fosse vera e che abbia commesso un altro colpo a Novazzano con altre persone.

Non ci sarà ricorso

A pesare sulla valutazione della loro colpa è stata quindi soprattutto la caduta dell'aggravante delle armi, non essendo provato che ne avessero di vere o che fossero cariche.

Gli avvocati difensori dei due imputati (Samuel Maffi ed Elisa Lurati), che si erano battuti per una riduzione di entrambe le pene, hanno annunciato che non ricorreranno in Appello.

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