Dal Ticino «sì» all'obbligo delle mascherine e al telelavoro, ma «no» ai test a scuola

SwissTXT / pab

1.12.2021

Ai cantoni è stata chiesta una presa di posizione nel giro di 24 ore
Ai cantoni è stata chiesta una presa di posizione nel giro di 24 ore
Ti-Press

Il Consiglio di Stato ticinese accoglie positivamente le misure proposte dal Consiglio federale per arginare la crescita dei contagi e la diffusione della variante Omicron in Svizzera, in particolare l'estensione dell'obbligo della mascherina nei luoghi chiusi e agli eventi per i quali è già richiesto il certificato, ma intende spingersi anche oltre.

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1.12.2021

Lo vuole fare allargando il provvedimento ai luoghi affollati all'aperto come i mercatini di Natale (un punto di cui intende discutere giovedì anche il Municipio di Lugano) e alle classi quarta e quinta di scuola elementare.

A questo proposito, nel pomeriggio di oggi, mercoledì, è previsto un incontro nel quadro della piattaforma Cantone-comuni. Sarebbe proprio il Cantone a mettere le mascherine a disposizione.

Nella risposta inviata a Berna che verrà resa pubblica nel tardo pomeriggio, il Governo indica la sua preferenza per una delle tre varianti proposte per il telelavoro, quella che lo raccomanda per tutti - non quindi l'obbligo per i non vaccinati - e che chiede, laddove non è possibile lavorare a distanza, che si metta la mascherina in presenza di altre persone nella medesima stanza.

«No» ai test a scuola

Su alcuni punti invece Bellinzona si distanzia almeno in parte dalle indicazioni esposte da Guy Parmelin e Alain Berset davanti alla stampa.

Chiede che l'obbligo di certificato per gli eventi privati a partire da 11 persone diventi una semplice raccomandazione, perché controllare sarebbe difficile.

E se è d'accordo con l'incentivare i test nelle aziende - oggi sono poche quelle che in Ticino adottano questa prassi - ribadisce invece il suo «no» a quelli a scadenza regolare nelle scuole. Una misura ritenuta inefficace, come Manuele Bertoli aveva ripetuto anche martedì in diretta alla RSI.

Rischierebbe inoltre di sovraccaricare i laboratori di analisi. Per questo stesso motivo, non viene vista di buon occhio nemmeno la riduzione della validità dei test ai fini del certificato, da 72 a 48 ore per i PCR e da 48 a 24 per i rapidi. Se dovesse comunque essere adottata, si auspica perlomeno che i test ridiventino gratuiti.

Infine, il Ticino chiede alla Confederazione che si mantenga alta l'attenzione alle conseguenze economiche delle misure adottate, affinché le attività toccate non si sentano abbandonate.