Tragedia

Precipita funivia del Mottarone, 14 morti, «Un urto tremendo»

SDA

23.5.2021 - 22:09

Una cabina della funivia del Mottarone è precipitata domenica provocando la morte di 14 persone e il ferimento grave di un bimbo di 5 anni. La scena di fronte alla quale si sono trovati i soccorritori è stata agghiacciante.

SDA

23.5.2021 - 22:09

Prima un sibilo, poi un boato «pazzesco» e un altro botto, meno forte. In pochi secondi quella che doveva essere la domenica della ripartenza, i casi di Covid che diminuiscono e le misure che si allentano, si è trasformata in tragedia, che tutta l'Italia piange.

La funivia del Mottarone, che dal versante piemontese del lago Maggiore sale fino ai 1.491 metri del monte che le dà il nome, è precipitata al suolo e in un attimo le speranze e i sorrisi delle quindici persone all'interno della cabina sono svanite.

Tredici persone sono morte sul colpo, tra cui un bimbo di due anni, mentre un altro di nove è morto all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato in prognosi riservata l'unico superstite, un piccolo di 5 anni.

"Pensavamo all'estate e alla zona bianca. Siamo distrutti", dice il governatore, Alberto Cirio, in lacrime. "Sono un papà, quando vedi mettere il corpo di una mamma in una bara insieme a quello del figlio...".

Cabina accartocciata

Sull'incidente la procura di Verbania ha aperto una inchiesta e il ministero delle Infrastrutture ha istituito una commissione ispettiva. «L'area è stata posto sotto sequestro, tutto dovrà essere oggetto di verifica», spiega il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, che al momento ipotizza i reati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose. «Ai motivi pensiamo da domani, quello di adesso è il momento del dolore - dice la sindaca di Stresa, Marcella Severino - quello che doveva essere un giorno di ripresa si è trasformato in un bruttissimo momento per la nostra comunità e per tutta l'Italia».

La prima cittadina ha raggiunto la cima del Mottarone all'ora di pranzo, subito dopo l'allarme. «È stato devastante - osserva - vedere le persone sparse intorno alla cabina» accartocciata dopo un volo di una ventina di metri: la funivia si è schiantata al suolo e ha iniziato a rotolare verso valle, finendo la sua corsa contro alcuni alberi. L'incidente a pochi metri dell'arrivo, in corrispondenza dell'ultimo pilone.

Il cavo di traino ha ceduto

Secondo una prima ricostruzione ad avere ceduto è stato il cavo di traino. «Gli altri sono intatti, ma è presto per dire quello che è accaduto dal punto di vista tecnico - afferma il tenente colonnello Giorgio Santacroce, comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania - Bisognerà capire perché non sono scattati i dispositivi di sicurezza, che dovrebbero tenere la cabina ancorata».

La tragedia ha colpito quattro famiglie, due residenti in Lombardia, una in Emilia-Romagna e una in Calabria. Una famiglia, residente a Pavia, era di origine israeliana. Tra le vittime anche un 23enne nato in Iran ma residente a Damiante, in Calabria. Giovani e giovanissimi partiti questa mattina con le scarpe da ginnastica per un'escursione sul monte che si affaccia su due laghi, il Maggiore e d'Orta.

L'ultimo controllo nel novembre del 2020

Dopo la chiusura tra il 2014 e il 2016, quattro anni fa la funivia, di proprietà del Comune di Stresa, ma gestita da una società privata, era stata sottoposta a importanti interventi di riqualificazione. Da allora la manutenzione era stata sempre effettuata, come assicura l'avvocato milanese della società che gestisce l'impianto, Pasquale Pantano: «I controlli, le verifiche, erano tutte a posto. Poi quel che è accaduto è tutto da verificare», afferma il legale, lasciando il Mottarone dopo un sopralluogo con i soccorritori e le forze dell'ordine.

«L'ultimo controllo magnetoscopico della fune è stato effettuato nel novembre del 2020 e gli esiti dello stesso non hanno fatto emergere alcuna criticità», dichiara Anton Seeber, presidente di Leitner, azienda di Vipiteno che si occupava della manutenzione dell'impianto.

A confermarlo ora dovranno essere le indagini. «Dovremo incaricare dei tecnici per accertare le cause», precisa il procuratore di Verbania Olimpia Bossi che nelle prossime ore dovrà anche valutare la sussistenza dell'ipotesi di reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Il ministro dei Trasporti, Enrico Giovanni, domani mattina sarà a Stresa accompagnato dal capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, dal governatore del Piemonte Cirio e dal sindaco di Stresa Severino.

Le testimonianze dei soccorritori

Una cabina bianca e rossa capace di portare fino a 35 persone ridotta a un rottame, addossata a grossi tronchi d'albero. Dentro i corpi di adulti e bambini, ammassati dal tremendo urto con il suolo, dopo un volo di una quindicina di metri. Altri cadaveri fuori.

Quando i soccorritori hanno raggiunto il luogo dello schianto dopo essersi inerpicati tra i boschi sulle pendici del Mottarone hanno trovato lamiere accartocciate e pochi segni di vita. Uno spettacolo di cui preferirebbero non parlare. «Si sono trovati di fronte a immagini forti– dice il tenente colonnello Giorgio Santacroce, comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania – Preferirei non entrare nei dettagli».

Per arrivare il più rapidamente possibile sul posto di un dramma ancora da spiegare, un mezzo dei vigili del fuoco si è ribaltato, senza conseguenze per i suoi occupanti.

L'incidente nel punto più alto

Con i pompieri a poche centinaia di metri dalla stazione d'arrivo della funivia sono accorsi i Carabinieri e le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico. «L'incidente è successo nella parte in cui la seggiovia ha maggior distacco dal terreno. -ha spiegato uno dei soccorritori -. Un urto tremendo: abbiamo trovato alcune persone imprigionate nella cabina precipitata, altre invece erano state sbalzate al di fuori'».

L'incidente è stato percepito da alcuni escursionisti che salivano a piedi verso la vetta. Hanno sentito un forte sibilo e quando hanno alzato gli occhi hanno visto la cabina scivolare verso valle e sbattere contro l'ultimo pilone.

«C'è stato un botto pazzesco, E poi un altro meno forte, ma non abbiamo capito subito che si trattava della funivia – ricorda una villeggiante -. Era l'ora di pranzo non abbiamo capito subito, poi abbiamo iniziato a sentire le sirene dei mezzi di soccorso e abbiamo capito che era successo qualcosa al Mottarone. E abbiamo avuto paura».

«Solo 24 ore fa c'eravamo noi in quella cabina»

Decine di soccorritori hanno lavorato dalla tarda mattinata fino al tramonto prima per soccorrere i feriti e poi recuperare le salme, mentre tutta l'area veniva transennata e l'accesso alla strada riservato ai soli mezzi di soccorso e delle zone dell'ordine.

A valle, alla partenza della funivia, molte persone si sono accalcate sulle rive del Lago Maggiore, a Carciano di Stresa. Tra di loro anche alcuni stranieri che ieri erano saliti sulla funivia per vedere i laghi (il Maggiore e l'Orta, divisi proprio dal Mottarone) dall'alto.

«Era stata una bella esperienza, un panorama spettacolare sui laghi e tra le montagne – racconta un turista svizzero -; oggi rabbrividiamo per quanto è successo, pensando che solo 24 ore fa c'eravamo noi in quella cabina».

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