Italia da evitare fino a luglio, Gobbi: «I ticinesi potranno andarci, ma...»

SwissTXT / pab

27.5.2020 - 21:43

La dogana di Chiasso-Brogeda
Ti-Press

La Confederazione ha sconsigliato i viaggi in Italia finché i confini saranno chiusi, ovvero fino al 6 luglio. Lo ha dichiarato Karin Keller-Sutter, capa del Dipartimento federale di giustizia e polizia, durante la conferenza stampa di mercoledì a Berna.

Sebbene l’Italia, come previsto, riaprirà le frontiere il 3 giugno, il Consiglio federale «osserverà la situazione», ha aggiunto la ministra, precisando che potrebbero essere prese delle misure per chi si reca nella vicina Penisola, come riempire un formulario o esibire un certificato medico. Ma al momento non è stata presa una decisione.

La scelta si allinea così alle preoccupazioni già manifestate dalle autorità ticinesi negli scorsi giorni quando avevano definito «prematura» la riapertura delle frontiere il 3 giugno. Nelle prossime settimane il Ticino sarà coinvolto nelle discussioni e nella decisione finale.

Gobbi: «Road-map ridiscussa nelle prossime settimane»

«Questa road-map potrebbe essere ridiscussa nelle prossime settimane a seguito di un'evoluzione dell'epidemia sui territori nazionali», ha detto il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi ai microfoni della RSI.

«Comunque deve essere organizzata e proporzionale, tutelando anche quegli aspetti, che mi permetto di dire positivi, di questa chiusura, per esempio il fatto che determinate attività non ammesse o non dichiarate nel nostro territorio da parte dei 'padroncini' italiani le abbiamo potute sconfiggere a tutela dell'economia, ma anche della socialità locale».

«I ticinesi potranno andare in Italia, ma...»

Il 3 giugno, sebbene non vi sia ancora libertà di movimento tra regione e regione, l'Italia abolirà unilateralmente i controlli ai confini.

Un cittadino svizzero potrà quindi oltrepassare la frontiera? «A questo stadio non possiamo rispondere con compiutezza - risponde Gobbi - perché la situazione non è chiara. Evidentemente i ticinesi potranno andarci, ma dovrà essere valutato l'aspetto del rischio una volta tornati sul nostro territorio. Abbiamo chiesto all'autorità federale di verificare quale tipo di controlli sanitari si potranno e vorranno fare effettivamente ai confini, visto che la legge sulle epidemie lo prevede».

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