Eitan per ora resta in Israele, c'è un'intesa tra le famiglie

SDA

23.9.2021 - 12:35

Aya Biran, center right, a paternal aunt of Eitan Biran, who survived a cable car crash in Italy that killed his immediate family, arrives to court in Tel Aviv on Thursday, Sept. 23, 2021 for a hearing in the alleged kidnapping of her nephew. The boy's parents and younger sibling were among 14 killed in May when a cable car slammed into a mountainside in northern Italy. He is now the focus of a custody battle between his maternal grandparents in Israel and his paternal relatives in Italy. (AP Photo/Sebastian Scheiner)
Al centro Aya Biran, la zia paterna di Eitan, unico sopravvissuto all'incidente della funivia del Mottarone. I parenti del piccolo si trovano in tribubale a Tel Aviv per discutere del destino del bambino.
AP Photo/Sebastian Scheiner

C'è un'intesa tra la famiglia Biran e la famiglia Peleg per 'gestire' la routine di Eitan, unico sopravvissuto della tragedia del Mottarone, da oggi all'8 ottobre. Lo hanno annunciato gli avvocati della famiglia Biran al termine della prima udienza al tribunale di Tel Aviv.

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23.9.2021 - 12:35

Al tempo stesso il giudice ha stabilito la ripresa delle udienze a partire dall'8 ottobre per 3 giorni consecutivi.

Nel frattempo – hanno aggiunto gli avvocati – le famiglie hanno chiesto il totale silenzio stampa per proteggere il bambino. Allo stato attuale, quindi, Eitan resta in Israele, almeno fino alla ripresa delle udienze.

«Voglio vedere Eitan a casa», aveva detto la zia del piccolo, all'ingresso del tribunale di Tel Aviv prima della prima udienza della causa – da lei intentata – per riportare in Italia il bimbo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. L'udienza si è svolta a porte chiuse.

Le intese raggiunte dalle due famiglie in sede di udienza – hanno poi precisato i legali delle due parti – sono volte a mantenere «la privacy del bambino, che in questo momento ha bisogno di tranquillità». «Non pubblicheremo nessuna informazione né sul contenuto dell'udienza né sulle condizioni di salute di Eitan e chiediamo alla stampa di fare altrettanto.

Provati e commossi per la vicenda processuale

I legali delle due famiglie hanno definito le intese, raggiunte su istruzione della giudice, volte a «difendere il piccolo Eitan e la sua sicurezza, la sua integrità e la sua tranquillità». L' udienza è stata quindi aggiornata all'8 ottobre, con la possibilità che si svolga anche nei due giorni successivi.

Nessuno dei parenti del bambino, né la zia Aja Biran, né il nonno Shmuel Peleg, né la nonna Etty Peleg Cohen, hanno rilasciato dichiarazioni al termine dell'udienza, nello spirito di quanto è stato convenuto. Tutti sono apparsi estremamente provati e commossi per la vicenda processuale.

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